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domenica 08 dicembre 2019

Attualità sabato 22 agosto 2015 ore 17:30

I cinghiali abbattuti alle mense per i poveri

La proposta dell'assessore, dopo che la Regione ha deciso di far uccidere 250mila ungulati in Toscana, per la metà cinghiali



FIRENZE — La Toscana è pronta a dare il via a una vera e propria guerra contro gli ungulati. Ad annunciarlo è stato ieri, 21 agosto, l'assessore regionale all'Agricoltura Marco Remaschi, che ha raccolto le preoccupazioni degli agricoltori e della Coldiretti.

Preoccupazioni espresse anche dopo l'incidente nella notte del 20 agosto, in cui ha perso la vita a Castellina Marittima il 39enne di Rosignano Domenico Fedele che si è tragicamente scontrato sulla strada con la sua auto contro un cinghiale di oltre 100 chili.

Coldiretti ha parlato dell'alto numero di cinghiali come di un pericolo pubblico, l'Enpa, invece, ha invitato a non fare inutili allarmismi.

La Regione ha comunque deciso di affidare alla Guardia Forestale e ai cacciatori iscritti ad alcune associazioni venatorie, il compito di uccidere 250 mila ungulati, per la metà cinghiali. Una soluzione che non convince però né l'Ente nazionale protezione animali nè le guardie Zoofile.

"Siamo sempre contrari ad abbattere questi animali quando si avvicinano alle zone urbane - ha spiegato il coordinatore del Nucleo guardie zoofile di Firenze, Andrea Quercioli - Basterebbe trovare un modo di catturarli come ha sempre fatto la polizia provinciale di Firenze e liberarli poi sui terreni liberi, lontano dai centri abitati".

Da inizio 2016 però le competenze in materia di caccia passeranno dalle province alla Regione e la Toscana sembra fermamente intenzionata ad accogliere le richieste degli agricoltori. Che significa in sostanza triplicare il numero di esemplari uccisi ogni anno, che al momento sono 90mila circa.

Oggi, 22 agosto, l'assessore regionale Remaschi torna, in una nota, sull'argomento. "Intervenire subito, senza attendere altri danni, altri incidenti. No ad iniziative clamorose o incentivi a deregulation o a facili guadagni per persone con pochi scrupoli. Infine una proposta: destinare gli animali abbattuti a iniziative di solidarietà".

L'assessore all'agricoltura e foreste Marco Remaschi ribadisce la volontà di arrivare in tempi brevi a una legge regionale per frenare un fenomeno diventato incontrollabile.

"Numeri ed evidenze ci dicono non solo che i numeri in valori assoluti sono enormi ma che il disequilibrio dei nostri ecosistemi, senza alcuna azione correttiva, è destinato ad aumentare - spiega - Con gli attuali strumenti normativi non possiamo opporci. Chi lavora in campagna, e non mi riferisco soltanto a chi ha un'impresa agricola ma anche ai singoli coltivatori, sta provando sulla propria pelle gli effetti di questo disequilibrio. Non vogliamo dare il via a iniziative clamorose ma vogliamo che venga fatta un'attività seria, regolamentata, limitata nel tempo. Attraverso una legge che preveda verifiche periodiche per monitorare attentamente i risultati".

Remaschi rinnova la propria solidarietà "a chi sta affrontando un periodo caratterizzato da un rilevante disagio economico e vede messi in pericolo i propri guadagni per la perdita del raccolto". "Mi riferisco non soltanto alla grande impresa ma anche a tanti singoli, a famiglie, che dalla propria attività ricavano una piccola integrazione al proprio reddito - aggiunge - Solidarietà anche a coloro che vedono messa in pericolo la propria sicurezza al volante di un'automobile".

L'assessore conclude rilanciando la proposta che in altre regioni italiane ha avuto concreta applicazione: "una quota dei capi degli animali in esubero potrebbe essere impiegata utilmente per iniziative di solidarietà, destinando la carne alle mense della Caritas o al Banco Alimentare". "Sarebbe un ulteriore segnale da parte della Regione - aggiunge - nei confronti di tante famiglie in difficoltà, che andrebbe a sommarsi a interventi e misure già in atto a favore di chi si trova in una situazione di disagio".

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