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Attualità martedì 31 marzo 2015 ore 19:45

Geotermia: il futuro è a emissioni zero

Un convegno delle associazioni ambientaliste alla presenza del ministro dell'Ambiente Galletti: il settore potrebbe portare 30mila posti di lavoro



ROMA — 'Speciale geotermia, il futuro a emissioni zero è già qui'. E' questo il titolo del convegno che si è svolto oggi, 31 marzo, a Roma e promosso da Legambiente e Kyoto Club. Il dibattito è stato animato da rappresentanti delle imprese, delle istituzioni e delle associazioni ambientaliste, tra cui il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, Ermete Realacci, commissione Ambiente Camera e Franco Terlizzese, Mise. 

"Sotto la spinta della crisi e della necessità di individuare fonti di energia più economiche e sostenibili, l'innovazione tecnologica ha cambiato radicalmente il volto della geotermia - spiega Legambiente - a livello globale il cambiamento si è già consumato e anche in Italia la geotermia di nuova generazione è pronta a spostare l'ago della bilancia del nostro energy-mix verso soluzioni rinnovabili, efficienti e distribuite". 

Dal convegno è emerso che "il comparto dell'energia geotermica occupa in Italia 3mila persone, indotto escluso, ma le imprese del settore potrebbero dare lavoro a 30mila addetti, qualora le condizioni di mercato e normative consentissero di sfruttarne il potenziale".

Si è parlato anche di produzione. Secondo gli intervenuti sono 6mila i GWh prodotti in Italia da fonte geotermica. Di questi "500 MWh di energia vengono prodotti da fonte geotermica a media entalpia". Il resto viene prodotto dalle 33 centrali geotermiche in esercizio in Toscana che nel 2014 hanno fatto registrare una produzione di 5.548 GWh (dati Enel Green Power). Impianti quelli toscani definiti durante il convegno "ad alta entalpia, di vecchia generazione e superati per efficienza e impatto ambientale".

Per il futuro si guarda quindi agli "1,2 milioni di dispositivi per la produzione di energia da fonte geotermica a bassa entalpia già presenti in Europa, pari ad una potenza installata di circa 15mila MW (rapporto Jrc)".

"Abbiamo l'opportunità di produrre energia pulita da risorse geotermiche a profondità e temperature inferiori rispetto al passato, la media e bassa entalpia,  attraverso impianti più piccoli", ha spiegato Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club, secondo cui servono "regole chiare, criteri trasparenti e poi i controlli".
"La politica - ha aggiunto il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini - deve definire un quadro normativo semplificato e favorevole allo sviluppo di un'economia energetica sostenibile".

"La sfida di un futuro rinnovabile non può fare a meno dalla geotermia e in particolare non può prescindere dalle opportunità che arrivano dalla geotermia a bassa e media entalpia - ha dichiarato Ermete Realacci - Tecnologie più evolute, trasparenza, certezza delle procedure e dei tempi, impianti di piccole e medie dimensioni diffusi su scala territoriale sono una componente essenziale di questa sfida".


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