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Attualità giovedì 02 aprile 2015 ore 03:00

L'Alta Val di Cecina non è una zona fragile

La Regione ha approvato la graduatoria dei progetti sperimentali per lo sviluppo delle aree interne: escluso quello con capofila Castelnuovo



CASTELNUOVO — Risorse governative per i territori in difficoltà, sulla base dei progetti presentati. E' quanto prevede la Strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne: 3 milioni e 740mila euro per ogni area scelta, ma si prevede che sarà destinato anche sino all'1 per cento dei Programmi operativi dei Fondi Europei. La giunta regionale ha dato il via libera all'avvio dei progetti sperimentali. In Toscana riguarderanno le aree del Casentino e Valtiberina, della Garfagnana con la Media Valle del Serchio, l'Appennino Pistoiese e la Lunigiana, il Valdarno-Valdisieve insieme a Mugello e Val di Bisenzio. Due i progetti esclusi: quello dell'Unione di Comuni dell'Amiata Grossetana e l'altro del Comune di Castelnuovo Val di Cecina che aveva riunito nel progetto gli alti 4 Comuni dell'Alta Val di Cecina, Pomarance, Montecatini, Monteverdi e Volterra. La giunta ha comunque inviato anche le due candidature escluse al Comitato tecnico nazionale, per il loro inserimento nel pool di progetti che potranno essere finanziati successivamente.

L'assessore alle attività produttive Gianfranco Simoncini ha convocato i sindaci dei Comuni interessati per tutte le cinque aree che avevano presentato la propria candidatura per fare il punto sulla strategia e il percorso da seguire a conclusione del procedimento di selezione, che ha previsto il passaggio dal parere del Nucleo nazionale di valutazione. Le 5 zone della Toscana avevano presentato la propria candidatura a realizzare un progetto pilota nell'ambito della strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne, lanciata in parallelo alla discussione sui fondi europei 2014-2020. Il termine per partecipare all'avviso pubblico e finalizzato ad individuare un'area (o al massimo due) su cui avviare un progetto pilota si è concluso lo scorso 15 settembre.

L'obiettivo della Strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne è quello di invertire la tendenza demografica allo spopolamento e lo squilibrio di quei territori definiti "fragili". Si punta a consolidare servizi essenziali, ridurre l'emorragia di popolazione, determinare condizioni per una crescita.

"La strategia che la Regione Toscana ha subito fatto propria – spiega l'assessore alle attività produttive credito e lavoro Gianfranco Simoncini - richiede un'attenzione specifica alle sfide territoriali dell'Unione europea e infatti vi sarà un'integrazione anche con questi fondi". La Regione, sulla base dello studio metodologico condotto da Irpet per affinare e adeguare al territorio regionale la classificazione di "aree interne", ha elaborato un documento strategico di indirizzo e successivamente ha definito i criteri e le priorità funzionali per la valutazione dei progetti. I progetti, secondo le direttrici approvate dalla giunta, devono essere indirizzati a riequilibrare i sevizi di base e allo sviluppo delle potenzialità socio-economiche.
"Anche in questo caso – conclude l'assessore Simoncini - come Toscana abbiamo voluto anticipare le possibilità di sostegno allo sviluppo di aree delicate e con minori possibilità di crescita. Un anticipo che non è stato solo di risorse, ma permette anche di procedere prontamente. La Regione Toscana, unica a livello nazionale, ha deciso di prevedere che soltanto le prime tre aree possano partire insieme".

Le risorse a disposizione sono complessivamente pari a 3.740.000 euro di risorse nazionali per area, ma si prevede che alla strategia sarà destinato anche sino all'1% dei Programmi oerativi dei Fondi strutturali (Fesr e Fse), Programma di sviluppo rurale (Feasr) e Programma del Fondo di sviluppo e coesione (FSC).

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