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domenica 08 dicembre 2019

Cronaca giovedì 04 maggio 2017 ore 09:21

Ghost Truck, sequestri per due milioni

Fatture false, omesse dichiarazioni, occultamento e distruzione contabile i fatti contestati dalla Guardia di Finanza a quattro persone



LIVORNO — Nell’ambito delle indagini nell’operazione denominata “GHOST TRUCK”, che nel mese di gennaio aveva portato all’esecuzione della misura degli arresti domiciliare nei confronti di un imprenditore livornese ed al sequestro di beni mobili e disponibilità finanziarie per oltre 300 mila euro, con la denuncia di 18 persone per reati fiscali, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Livorno, su ordine della Procura della Repubblica labronica hanno dato esecuzione, nella giornata di ieri, ad altri due provvedimenti di sequestro preventivo finalizzati alla confisca, per circa 2 milioni di euro.

Le indagini - hanno spiegato i finanzieri "Hanno preso spunto sull’approfondimento di anomali rapporti commerciali tra imprese labroniche, operanti nel settore del trasporto di merci su strada per conto terzi. La ricostruzione delle Fiamme Gialle aveva già consentito di individuare numerose ditte “cartiere”, prive di una effettiva capacità patrimoniale, sprovviste di un reale impianto contabile, intestate a “prestanome” ed inottemperanti, di fatto, agli obblighi fiscali, le quali emettevano fatture gonfiate, aventi ad oggetto l’esecuzione di prestazioni di trasporto, a favore delle imprese beneficiarie, consentendo a queste ultime l’indebita deduzione dei relativi costi e la detrazione dell’I.V.A. esposta in fattura".

"Le investigazioni - dicono ancora dalla Gdf - hanno fatto emergere il coinvolgimento nella frode di altre quattro imprese operanti nel settore degli autotrasporti: una società di persone con sede a Livorno e tre ditte individuali aventi formalmente sede al di fuori del territorio labronico - ovvero a Scandiano (RE) e Pomarance (PI) - ma di fatto ivi operanti. In particolare, è stato accertato che una delle citate ditte individuali ha emesso fatture per operazioni inesistenti per circa 280 mila euro nei confronti della società di persone livornese; le altre due ditte individuali, invece, a fronte di una concreta e fiorente attività imprenditoriale effettivamente svolta, oltre ad aver occultato la documentazione contabile, risultano aver omesso la presentazione delle prescritte dichiarazioni fiscali occultando all’Erario materia imponibile per oltre 6,5 milioni di euro, con un’imposta evasa quantificata in oltre 1,8 milioni di euro".

Per questo è stata quantificata un’imposta evasa complessivamente pari a circa 2 milioni di euro (che si somma a quella, pari a circa 3 milioni di euro, già accertata ).

Di conseguenza, nei giorni scorsi, i giudici per le indagini preliminari hanno emesso due ordinanze finalizzate al sequestro preventivo di disponibilità finanziarie, titoli, quote societarie e beni mobili registrati: si tratta di denaro, quote societarie e 18 mezzi.



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