Attualità lunedì 02 novembre 2026 ore 16:11
Dalla Pieve alla Lustignana, un futuro di valorizzazione

Il sindaco Pacini fa il punto sul percorso avviato per il rudere medievale più suggestivo dell'Alta Val di Cecina e su altre strutture storiche
POMARANCE — È una delle più importanti pievi del territorio, ricordata fin dal 874. Era un collegamento fra la città e l’area mineraria sotto il controllo del vescovo volterrano. Oggi però è ancora un rudere a cielo aperto. Restano in piedi la facciata principale, parte della parete laterale destra e le tracce della planimetria a tre navate, sorvegliate da un grande albero secolare e oggetto negli anni di interventi di messa in sicurezza conservativa.
Ma per la Pieve di San Giovanni Battista a Sillano, conosciuta come Pieve di San Giovanni in San Dalmazio, nel Comune di Pomarance c'è un progetto avviato e in attesa di nuovi sviluppi. Ad annunciarlo il sindaco Graziano Pacini che ha fatto il punto sul passato e il futuro di uno dei luoghi del cuore Fai.
"L'immobile di proprietà privata fu oggetto - ha spiegato Pacini, anche in risposta alle sollecitazioni di Diego Petrucci, vice presidente del Consiglio regionale di Fratelli d'Italia - nelle mie precedenti legislature da sindaco, dagli anni Novanta al 2004, di specifiche intimazioni concluse da ordinanza verso i proprietari di consolidamento statico, che poi fu eseguito direttamente dal Comune impedendone il crollo. Già a quel tempo fu manifestato interesse pubblico del Comune. L'iter è stato poi portato avanti dagli altri colleghi pur non avendo avuto successo per indisponibilità della proprietà".
Le novità però non mancano. "In questa legislatura - ha aggiunto il sindaco - ci siamo subito attivati contattando gli eredi dei vecchi proprietari, con cui abbiamo avviato una proficua trattazione che ci auguriamo, stavolta, che possa giungere a buon fine. Anche perché essendo un bene culturale vincolato per la sua assoluta importanza storico culturale, ci permette di avanzare delle priorità visto che il Comune ha precisi programmi di valorizzazione, magati coinvolgendo anche i privati circostanti".
E l'intenzione dell'amministrazione però non si ferma qui. Dalla Pieve si sposta ad altri edifici, atrettanto storici e simbolici, che hanno registrato interesse "come la Fattoria di Lanciaia, La Perla di Larderello da Enel, la Lustignana. Sarebbe auspicabile che analoga attenzione si manifestasse sulla a struttura del Bagno a Morbo (o Morba), vicinissima a La Perla. Ribadiamo comunque - ha concluso Pacini - la nostra massima volontà e impegno per dare alla Pieve di San Giovanni il meritato orizzonte di riqualificazione".
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