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Attualità sabato 14 febbraio 2015 ore 07:50

Raccolta firme per salvare l'ufficio postale

Il Comune si mobilita contro i tagli. Intanto anche la Anp-Cia Toscana dice 'no' al piano delle Poste che penalizza ancora una volta le aree marginali



MONTECATINI VAL DI CECINA — "E' una giusta battaglia, combattiamola insieme". Così il sindaco di Montecatini Val di Cecina Sandro Cerri invita i cittadini a partecipare alla raccolta firme per salvare l'ufficio postale di Ponteginori dalla chiusura definitiva e quello di Montecatini da una riduzione dei giorni di apertura.
Il Comune di Cerri è sicuramente uno dei più colpiti dal piano di tagli di Poste spa, ma non è l'unico. In Val di Cecina anche il presidio di Monteverdi Marittimo subirà una riduzione di orario, insieme agli altri uffici della provincia di Orciano Pisano e Capanne. A chiudere nel pisano sarebbero, oltre a Montecatini, gli uffici di San Giovanni alla Vena; Castelmaggiore; Uliveto Terme; Treaggiaia; Corazzano; Ghizzano di Peccioli; Legoli; Luciana; Marti; Soiana.

Anche la Anp-Cia Toscana protesta per "questo ennesimo colpo ai servizi nelle aree rurali e montane della Toscana, già carenti di servizi anche essenziali di cui soffrono maggiormente anziani i pensionati". L’associazione pensionati della Cia contesta innanzitutto il metodo: "annunciare un taglio di servizi di queste proporzioni senza un minimo di dialogo con il sistema istituzionale e sociale, è una mancanza di rispetto gravissima". "Nelle aree rurali e montane . aggiungono - gli uffici postali spesso sono l’unico 'presidio e presenza dello Stato', ovvero di un servizio pubblico che soprattutto per le persone anziane è essenziale".
"La decisione di dismettere o ridurre gli orari di tanti uffici perché non raggiungono determinati livelli quantitativi di servizi - secondo i pensionai della Cia - è una valutazione sbagliata e inaccettabile: chiudere uffici o ridurne l’operatività significa rinunciare ad ogni possibilità di sviluppo; inoltre, anche laddove le quantità dei servizi sono oggettivamente ridotte, occorre valutare anche il valore sociale e di servizio pubblico rappresentato dalla presenza dell’ufficio postale".
L'Anp chiede ai Prefetti della Toscana, alla Regione, all’Anci Toscana di aprire una discussione con Poste Italiane e con il Ministero delle Comunicazioni, nonché con il Garante delle Comunicazioni, per ridiscutere il programma di Poste Italiane "intanto per bloccare la decisione, e poi per trovare soluzioni alternative".
"Altro che razionalizzazione per ridurre i costi: si tratta piuttosto di una strategia di disimpegno dai territori considerati marginali, ma è sbagliato e inaccettabile - concludono - se si vuole davvero difendere l’economia e la qualità della vita delle aree rurali bisogna investire in servizi e infrastrutture, altro che tagliare; è l’unica condizione affinché si possa avere continuità nell’opera di presidio del territorio, soprattutto rappresentata dall’agricoltura e dagli agricoltori".


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