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Attualità giovedì 09 luglio 2015 ore 14:55

Smith, richieste accolte ma 'a discrezione'

L'ok della direzione aziendale alla rotazione, ma saranno loro a decidere quali lavoratori coinvolgere. Lunedì l'assemblea decisiva



VOLTERRA — Buona uscita massima che sale da 40mila a 50mila euro se accettata entro il 31 agosto e rotazione di alcuni lavoratori nei reparti che resteranno aperti che allarga il numero dei 78 coinvolti. Ma sarà l'azienda a decidere chi sarà interessato da queste 2 possibilità. È questo in estrema sintesi, secondo quanto riferito dalle Rsu, l'esito dell'incontro sindacale di questa mattina, 9 luglio, all'Unione industriale a Pisa per la Smith Bits di Saline di Volterra. 

L'ultimo tra rappresentanze sindacali, azienda e Confindustria prima del 17 luglio, quando alla presenza dell'ad Giuseppe Muzzi dovrà essere siglato, o meno, l'accordo definitivo. 

Saranno i lavoratori che nell' assemblea prevista per lunedì 14 luglio alle 10 decideranno se dare mandato ai sindacati di accettare questo piano parziale di salvataggio della fabbrica di scalpelli.

Naturalmente alla luce delle condizioni illustrate questa mattina. Con un passo avanti rispetto al no alle richieste di 2 giorni fa, ma con una situazione ancora negativa. "La rotazione ci sarà - spiega la rsu Andrea Pagni - ma sarà l'azienda a decidere a chi farla fare. Ad esempio in un reparto per uno stesso ruolo ci potrebbe essere chi dentro e chi fuori dalla rotazione. E poi cosa accadrà fra un anno quando sarà finita la cassa integrazione? Tra quelli che avranno fatto la rotazione ci sarà ancora da scegliere".

"Il principio della rotazione è stato accolto e si allarga il numero dei 78 - aggiunge l'altra rsu Luciano Soldi - quello su cui non siamo d'accordo è il criterio di scelta che per l'azienda si baserà su un piano di efficienza e quindi deciderà arbitrariamente".

Anche sulla buona uscita c è un accoglimento 'parziale'. Sale da 40 a 50mila euro lordi la cifra che sarà corrisposta entro il 31 agosto. Per chi accetterà dal primo al 15 settembre ci saranno 40mila euro, dal 15 al 30 settembre 30mila, poi più nulla. Ma anche in questo caso sarà l'azienda a decidere se corrisponderla o meno anche a chi sarà dentro. Mentre i sindacati chiedevano che potessero usufruirne tutti, sia i 78 che gli altri.

"C'è incertezza per il futuro e una mancanza di uniformità nel trattamento dei lavoratori - rileva Pagni - e una arbitrarietà da parte dell' azienda. I dipendenti dovranno scegliere fra queste condizioni oppure l'incertezza della reazione dell'azienda di fronte ad un eventuale rifiuto dell'accordo". 

"Si tratterà di scegliere tra questo piano e a queste condizioni - aggiunge Soldi - ma ad oggi non c'è nessuna alternativa e ci sarà comunque un peggioramento delle condizioni di lavoro, pensando ad esempio al nuovo orario e alla mancanza del servizio mensa".

Ad oggi si può solo ipotizzare che in mancanza di un accordo, l'azienda possa decidere di procedere unilateralmente con il piano. Oppure anche di chiudere definitivamente. 

Ogni scenario appare comunque preoccupante per tutto quel territorio, la Valdicecina, che dal 27 aprile scorso è con il fiato sospeso per il futuro di una delle realtà produttive più importanti della zona.



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