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domenica 17 novembre 2019

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Vento in scatola: Marco Malvaldi a Volterra

Lo scrittore dei romanzi del BarLume, da cui la fortunata serie tv, torna con un nuovo libro scritto a quattro mani con un detenuto



VOLTERRA — Marco Malvaldi è uno di quei scrittori che, con i suoi libri, è in grado di trasmettere sempre un’emozione a chi legge. E non è poco. Ha trovato il successo lanciando libri pubblicati dalla Sellerio Editore e la sua principale fortuna è stata la serie di libri che è diventata poi ben nota anche sul piccolo schermo legata ai romanzi del BarLume.

Da pochi giorni, Malvaldi ha svelato al pubblico la sua ultima fatica letteraria, scritta a quattro mani insieme a un detenuto. Il titolo “Vento in scatola” rappresenta, in modo voluto, un ossimoro, in maniera tale da mettere in evidenza, con un contrasto, quanto possa essere difficile la vita in carcere. Questo libro, come detto, è stato scritto insieme a Glay Ghammouri , un ex militare di origini tunisine che sta scontando una lunga pena nelle carceri italiane, in modo particolare a Volterra, terra anche di tanti concorsi letterari , per via di un omicidio premeditato. Ghammouri dovrà rimanere dietro le sbarre fino al 2034 ed è perfettamente consapevole di tutto questo, senza mai trovare un modo per impietosire chi sta accanto per la sua condanna, ma continua a coltivare il sogno di diventare uno scrittore.

L’incontro al corso di scrittura creativa per detenuti

I due si sono conosciuti durante un corso di scrittura creativa che ha tenuto lo stesso Malvaldi a Pisa, in un carcere, e ci ha messo a capire come Ghammouri fosse interessato davvero alla scrittura e non tanto ai punti per la buona condotta. Al centro del libro “Vento in scatola” c’è Salim Mohammed Salah, un tunisino che può vantare una laurea, ma anche una lunga esperienza come truffatore. Eppure, è in carcere per un reato che, in realtà, non ha mai commesso. Il testo spazia poi su tantissimi temi , che si intrecciano con i protagonisti e con le vicende e hanno un legame diretto ovviamente con le attività che i detenuti dovrebbero poter svolgere in carcere. Insomma, da “Vento in scatola” si può ritrovare anche un vero e proprio spaccato della vita dietro le sbarre, di come alcuni carceri italiani siano in un modo e altri completamente all’opposto. Una verità nuda e cruda, che però viene raccontata in modo appassionante.

Malvaldi ha messo in evidenza come l’idea di organizzare delle lezioni di scrittura per detenuti non sia farina del suo sacco, quanto piuttosto derivi da un suggerimento datogli dalla sua insegnante di Lettere al liceo. Un consiglio più che mai azzeccato, anche perché Malvaldi, dall’alto della sua esperienza, ci ha messo ben poco a notare qualcosa di speciale in Glay Ghammouri, che non sembrava un detenuto come tutti gli altri. Ed entrambi sono giunti alla conclusione che sarebbe stato interessante scrivere a quattro mani un testo dopo il corso: eccolo qui, “Vento in scatola”.

Malvaldi e la passione per il poker

Grande appassionato di poker sportivo, gioco amato per l’obbligo a leggere i comportamenti degli avversari e per il calcolo delle probabilità, Malvaldi sostiene come giocare rappresenti una delle modalità più adatte per approcciarsi alla vita di tutti i giorni. Il celebre scrittore ha sottolineato come non abbia una grande considerazione del gioco d’azzardo, ma è un fan del poker sportivo e di tutte le sue varianti. Secondo Malvaldi, infatti, il poker si può ritenere come una delle discipline più efficaci per poter sviluppare le proprie capacità mentali, ma anche comportamentali.

Malvaldi è un appassionato del poker sportivo anche e soprattutto per via del calcolo delle probabilità e per tutte quelle variabili insite al gioco stesso, alcune facilmente controllabili e altre impossibili da gestire. Ed è proprio questo uno degli aspetti più affascinanti. Il noto scrittore non ha mai provato a diventare un giocatore provetto, ma si diverte ogni tanto a giocare a poker con gli amici. Uno degli aspetti che più affascina Malvaldi di questa disciplina è senz’altro anche la durata mentale che la caratterizza, visto che serve avere una lucidità estrema per un periodo di tempo piuttosto prolungato. Interessante la distinzione che Malvaldi fa rispetto agli scacchi: in una partita di poker, a volte, succede di aver bisogno di sfruttare anche un lato irrazionale, con cui magari circuire e convincere i propri avversari.

Photo by Nicola Ughi



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