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Politica lunedì 01 luglio 2019 ore 12:23

"Assegnazione alloggi Erp, requisiti modificati"

Il gruppo di minoranza "Per Volterra" giudica sconcertante la modifica della delibera sui requisiti, votata dalla nuova maggioranza in consiglio



VOLTERRA — "Cambiare una delibera, questo è quello che ha fatto la squadra di Santi, nella prima giunta del suo mandato", attaccano da "Per Volterra", gruppo ora in minoranza rappresentato in consiglio da Roberta Benini, Rossella Cambi e Massimi Fidi.

"Atto legittimo - commentano da "Per Volterra" -, ma che lascia sconcertati se pensiamo alla materia della delibera che è stata modificata. Il tema è quello dei criteri per l'assegnazione delle case popolari. La delibera approvata il 22 maggio scorso è stata cambiata, eliminando il punto 5 che prevedeva come requisito per la presentazione di richiedere ai cittadini extracomunitari, all'atto di presentazione della domanda, una dichiarazione di assenza dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione su immobili ubicati nel territorio italiano o all'estero con l'impegno a produrre, entro il termine fissato per la presentazione dei ricorsi, la certificazione delle autorità del paese di origine, oppure del consolato o ambasciata del paese di origine, in lingua italiana o tradotta in italiano nelle forme di legge, che attesti che tutti i componenti il nucleo familiare fin dalla data di pubblicazione del bando, non possiedono alloggi nel loro paese che attesti l'indisponibilità del bene". 

"Documentazione richiesta in quasi tutti i casi di richiesta ad enti pubblici - puntualizzano da Per Volterra -. Una soluzione che garantiva equità nei confronti di tutti e dei beni pubblici, in cui i richiedenti dovevano presentare gli stessi documenti e quindi potevano avere pari opportunità nell'assegnazione delle case, in base a requisiti accertati. Lasciamo ai volterrani la valutazione su quella che sembra di fatto una scelta soggettiva che "accoglie" una previsione regionale. Non ci piace pensare che esistano "solo" gli italiani, né siamo teorici del "prima gli italiani", ma neanche che gli italiani debbano avere più adempimenti e vincoli rispetto a chi è extracomunitario".



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