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Attualità Lunedì 27 Aprile 2026 ore 17:30

Domeniche archeologiche al Teatro Romano

La realtà volterrana fa parte, insieme ad altri 18 siti, del progetto regionale. Da Maggio a Ottobre ingresso gratis ogni prima domenica del mese.



VOLTERRA — C'è anche l’area del Teatro romano di Volterra, insieme a quella archeologica di Massaciuccoli romana, il Museo civico archeologico di Fiesole, il parco di Baratti e Populonia,  il parco archeologico di Roselle e quello di Vetulonia, tra le realtà che aderiscono a “Una domenica archeologica”, la nuova iniziativa promossa dalla Regione Toscana in collaborazione con il Ministero della cultura. Un calendario di aperture straordinarie che, da Maggio a Ottobre, consentirà l’accesso gratuito ogni prima domenica del mese a 18 tra aree e parchi archeologici distribuiti su tutto il territorio regionale.

“Con Una domenica archeologica - ha spiegato l'assessora Cristina Manetti - vogliamo portare sempre più persone a scoprire i tanti tesori straordinari che la Toscana custodisce. Parliamo di siti archeologici di grande valore, spesso ancora poco conosciuti, che raccontano in modo diretto la nostra storia. L’obiettivo è avvicinare famiglie, cittadini toscani e visitatori a questi luoghi, rendendoli più accessibili e vissuti. Abbiamo promosso questa iniziativa insieme al Ministero della cultura e in collaborazione con le realtà che hanno aderito, ben 18 in tutta la regione. È una rete ampia e diffusa che merita di essere valorizzata”.

Un invito a riscoprire il patrimonio dell’antichità classica toscana, tra città etrusche, ville romane, necropoli e siti immersi nel paesaggio, in uno dei periodi più favorevoli per le visite all’aperto. Lo scopo insomma è duplice: da un lato ampliare la fruizione culturale, dall’altro avvicinare un pubblico sempre più ampio, residenti e turisti, alla conoscenza delle radici storiche della Toscana.

Accanto ai 18 siti coinvolti, l’iniziativa segnala inoltre ulteriori luoghi visitabili gratuitamente o su prenotazione, dove è possibile immergersi nell’esperienza unica di un santuario antico o di una tomba etrusca. L’iniziativa si inserisce nel solco del Progetto Etruschi, la strategia regionale avviata lo scorso anno per rilanciare l’interesse verso una delle civiltà più affascinanti del Mediterraneo, a quarant’anni dalla grande mostra del 1985 che ne segnò la riscoperta a livello internazionale. Un progetto destinato a proseguire fino al 2029 e che anche quest’anno si arricchirà di mostre, eventi e attività diffuse.


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