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venerdì 23 agosto 2019

Spettacoli martedì 23 agosto 2016 ore 12:04

I versi di Dante tra le fumarole

Le fumarole

​Il poemetto del Nìccheri e i versi della Divina Commedia sulla Pia e su Paolo e Francesca vanno scena a Sasso Pisano e a Montecastelli



CASTELNUOVO VDC — Domenica 28 agosto, alle 18,30 sul sagrato della Pieve dei Santi Jacopo e Filippo a Montecastelli Pisano e la sera alle 21,15 alle Fumarole di Sasso Pisano, va in scena In terza e in ottava: la Pia nelle rime dell’Alighieri e del Niccheri, una performance ideata e curata da Gregorio Bottonelli, grecista, studioso di metrica e poesia italiana, promossa dal Comune di Castelnuovo Val di Cecina.

La performance è affidata alle voci dell’Associazione Compagnia del Cerchio di Livorno: Letizia Colonnacchi e Silvia Rosellini, per i versi della Commedia, e Maria Torrigiani, per il canto delle ottave.

“La Toscana e questa parte della Maremma, che viveva un tempo di un’economia unicamente rurale, hanno vissuto per secoli un privilegio: quello di una solida continuità fra la cultura alta e quella popolare. La nostra poesia contadina – i cantori improvvisatori d’un tempo avevano a memoria interi canti della Divina Commedia - siè sempre nutrita di quella “colta”; se ne trova traccia evidente nella lingua dei poeti popolari, ma anche e tuttora nel parlare comune quotidiano degli abitanti di questa nostra terra”.

Così esordisce Alberto Ferrini, sindaco di Castelnuovo Val di Cecina.

“La vicenda di Pia de’ Tolomei, sposa infelice di Nello Pannocchieschi, a metà fra lo storico e il leggendario, ha avuto da noi una diffusione capillare: non c’era poeta contadino che non avesse a memoria le ottave del Nìccheri, tutti le conoscevano e si cantavano nelle veglie di festa”, prosegue il sindaco.

Le iniziative che l’amministrazione comunale di Castelnuovo promuove e sostiene sono tutte indirizzate alla valorizzazione della straordinaria ricchezza storico-artistica e culturale del territorio.

“Per questo – precisa Alberto Ferrini – ho voluto proporre questo spettacolo che coniuga la poesia dantesca con la poesia contadina e ho voluto farlo nei luoghi, che certo Dante conobbe e che cita, e in quelli che ancora oggi portano le vestigia dei signori, che un tempo possedevano gran parte di queste terre e che furono tra i protagonisti di quella vicenda”.

Dante ben conosceva la “terra fumante” del Sasso, le fumarole, i soffioni; e, per descrivere l’asprezza della selva dove le Arpie tormentano le anime dei suicidi, ricorre alla similitudine con la fitta e intricata foresta che dai coltivi di Cecina copre colline e montagne fino e oltre Corneto (Non han sì aspri sterpi né sì folti/ quelle fiere selvagge che ’n odio hanno /tra Cecina e Corneto i luoghi cólti). Montecastelli, a sua volta, è ancor oggi dominata dalla possente Torre Pannocchieschi, che segna inconfondibilmente il profilo del borgo.

Dunque, domenica a Sasso Pisano e a Montecastelli con i versi di Dante - su Pia de’ Tolomei ma anche sul Paolo e Francesca da Rimini - e con quelli del Nìccheri, si ricorda la triste, romantica vicenda di amori infelici ma anche l’orgogliosa consapevolezza che questo lembo di terra di Toscana ancora oggi è custode di uno straordinario patrimonio di lingua e di cultura.



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