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lunedì 18 novembre 2019

Attualità lunedì 13 febbraio 2017 ore 17:00

L'ultima parola del sindaco su Arpat

Il deposito di rifiuti al centro del dibattito

Alberto Ferrini ha spiegato i contenuti della lettera dell'agenzia sul deposito rifiuti. "Non fu protocollata ma non conteneva prescrizioni"



CASTELNUOVO VDC — La lettera che Arpat inoltrò al Comune di Castelnuovo circa le rilevazioni sul deposito di rifiuti gestito dalla ditta La Soluzione srl non fu protocollata. "E questo fu un errore tecnico". A dichiararlo è il sindaco di Alberto Ferrini, documenti alla mano, deciso a chiarire una volta per tutte il ruolo assunto dal Comune nel contesto della vicenda.

Se da una parte ammette la svista, infatti, dall'altra Ferrini evidenzia come questa nulla abbia a che vedere con eventuali negligenze o responsabilità politiche della sua Amministrazione: "La lettera di Arpat era destinata alla Regione Toscana, il Comune venne messo al corrente delle analisi ma nessuna richiesta particolare venne avanzata nei confronti del sindaco o dell'Amministrazione. Da questo punto di vista, la mia Amministrazione si è comportata in linea con l'operato dei precedenti amministratori, assumendosi le sue responsabilità, senza però entrare nel merito di valutazioni che spettano all'autorità giudiziaria".

La vicenda del deposito dei rifiuti, al centro di azioni giudiziarie e aspre polemiche, parte dai sopralluoghi del 2000-2001, quando furono emesse da parte del Comune alcune ordinanze: "Vicenda conclusasi poi con la decisione congiunta di Arpat e Comune, coinvolta la stessa ditta, di non procedere ad ulteriori adempimenti" racconta Ferrini, citando poi i controlli del 2006: "Anche in quell'anno il Comune ritenne di non dover adottare ulteriori atti, stante una serie di accordi con la ditta".

Nel ripercorrere la cronistoria, Ferrini arriva al 2008, con il coinvolgimento dell’autorità giudiziaria e il pronunciamento del giudice che ordinava il dissequestro dell’area, analogamente a quanto avvenuto nell’autunno 2016: "La relazione Arpat 2012 evidenzia potenziali criticità. Ma tra queste afferma con precisione che alcuni oggetti presenti nell’area coincidevano con quelli del 2008 (cioè dissequestrati) - puntualiazza il sindaco - mentre su altri afferma con altrettanta chiarezza che una diversa modalità nel trattamento degli stessi è sottoposta nuovamente alla decisione derimente dell’autorità giudiziaria".

"La relazione esclude infine pericoli immediati per la salute pubblica. Per tali motivi non dovendo il Comune sostituirsi al giudice - sostiene Ferrini - la relazione non contiene nessuna indicazione o ordine o sollecito al Comune stesso tanto che ci fu trasmessa soltanto per conoscenza".

A conferma della versione arriva anche il responsabile del settore ambiente, attestando di non aver ritenuto di dover procedere. Il responsabile afferma inoltre che prese visione della relazione Arpat e l’archiviò nel fascicolo custodito in ufficio. "Il protocollo (oggi elettronico) viene effettuato su tutte le comunicazioni ricevute. Al tempo per mero errore - spiega Ferrini - non avvenne la protocollazione".

"Ma non si ravvisa nessuna negligenza - ribadisce il sindaco - poiché come già detto la relazione fu stampata, esaminata dal responsabile del settore e diligentemente archiviata".

"Quel fascicolo, a dimostrazione che tutto sia avvenuto in buona fede, fu consegnato integralmente all’autorità giudiziaria nel corso delle indagini del 2016 e quindi non è stato né sottovalutato, né tanto meno occultato".

Ferrini aggiunge che anche prima del sopralluogo Arpat, nello stesso 2012, il comune mise a disposizione tutti gli incartamenti in proprio possesso alla Prefettura che raccoglieva notizie a seguito dell’interrogazione parlamentare dell’onorevole Realacci.

Ferrini tira dunque le somme: "Tutto quanto attiene ai compiti dell’Amministrazione è stato fin qui svolto, sono già state fornite tutte le notizie del caso e non c’e’ bisogno di ulteriori precisazioni da parte del Comune. Se ci saranno sviluppi o novità sostanziali ne daremo ufficiale comunicazione".

La ditta La Soluzione srl è oggetto di due ordinanze emanate dal Comune che ne ha avviato l’iter a partire dal novembre 2016. Sul controllo dell’ottemperanza della prima, inerente la licenza commerciale, il Comune ha potuto contare sull’intervento della polizia. Della seconda, che riguarda gli aspetti urbanistici e ambientali, l'Amministrazione valuterà gli esiti entro il 16 aprile 2017.

"Gli atti della vicenda - ha aggiunto il primo cittadino - sono stati raccolti e sono disponibili per chiunque desideri consultarli, nella massima trasparenza. A partire da lunedì mi incontrerò con i consiglieri comunali che intendono approfondire la vicenda e consultare il materiale".



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