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martedì 24 settembre 2019

Attualità martedì 13 settembre 2016 ore 12:00

"Nessun accordo sui profughi"

Il sindaco Ferrini spiega di non avere ottenuto risposte dalla prefettura in merito all'arrivo di tre donne. "Accolte perché scaricate sull'uscio"



CASTELNUOVO VDC — "Ad oggi non ci sono risposte alle richieste avanzate dal Comune di Castelnuovo rispetto alla legittimità della non procedura adottata nel trasferire tre donne a Castelnuovo, secondo l'indirizzo della Prefettura". Il sindaco di Castelnuovo Vdc Alberto ferrini vuole andare fino in fondo e vederci chiaro sull'arrivo delle tre profughe nel suo Comune.

Una vicenda paradossale che vede le donne "consegnate" alle cure delle istituzioni locali senza che queste, a detta del primo cittadino, ne sapessero qualcosa. Un arrivo inaspettato dunque, con ancora molti risvolti da chiarire. Uno è il reale indirizzo della prefettura: "restiamo nel sentito dire in carenza di un atto" ha precisato Ferrini su Facebook.

Il sindaco ha poi deciso di aggiungere ulteriori elementi di riflessione, specificando di non avere mai espresso parere favorevole all'accoglienza di profughi: "Nero su bianco ci sono due lettere inviate al Prefetto nell'aprile e nel giugno 2015 - scrive Ferrini - dalle quali risulta inequivocabilmente che noi non avremmo partecipato a nessun accordo su base provinciale per la ripartizione di profughi".

"Il sottoscritto non ha mai modificato la sua posizione ufficiale tanto che, a scanso di equivoci, non ha più partecipato a nessun vertice organizzato a Pisa sull'argomento - ha proseguito il sindaco. - Penso che il prefetto di Pisa, verso il quale non ho nessuna ostilità né nutro alcun dubbio sulla sua volontà di agire correttamente, non è forse a conoscenza di tutti gli aspetti della vicenda, ove evidentemente si sono prodotte sottovalutazioni o leggerezze di cui il prefetto stesso potrebbe non avere notizia".

Ferrini afferma di considerare la situazione attuale "illegittima". A suo dire, infatti, non esisterebbe alcuna procedura concordata tra Comune e prefettura, tanto meno un'ordinanza di assegnazione profughi a eventuali strutture private. Dubbi anche sulla natura degli ospiti: "Le persone che abbiamo provvisoriamente accolto, perché scaricate sull'uscio - ha inoltre dichiarato Ferrini - non sono ufficialmente né profughi, né clandestini, né migranti poichè non c'è niente di scritto che ne attesti ufficialmente alcunché".

"Se passa il principio che chiunque possa portare delle persone in qualsiasi angolo del territorio nazionale sperando che qualcuno se ne occupi, senza osservare alcuna procedura legale, siamo giunti veramente all'assurdo". Ferrini incalza invitando a mettere in luce la vicenda: "Anche mediante azioni parlarmentari".

"Perdurando questo stato di dubbia legittimità - ha concluso Ferrini - assumerò mie decisioni, nei prossimi giorni, derivanti dai poteri a me conferiti dall'ordinamento giuridico e in osservanza delle leggi vigenti".




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