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Attualità martedì 21 luglio 2015 ore 05:10

Caldo: le linee guida dell'Oms

Le ondate di calore aumenteranno nel corso di questo secolo e non impatteranno solo sul piano sanitario con ripercussioni anche sulle infrastrutture



FIRENZE — L’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) e l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) hanno elaborato le linee guida “Heatwaves and Health: Guidance on Warning-System Development” con lo scopo di affrontare efficacemente i rischi per la salute derivanti dalle ondate di calore che stanno diventando sempre più frequenti e intense a causa del cambiamento climatico.

A darne notizia è l'agenzia Arpat che spiega come le ondate di calore siano "un pericolo naturale pervasivo e, benché non esista una definizione universalmente accettata, sono intese come periodi di tempo insolitamente caldo e secco, o caldo e umido, che hanno una insorgenza acuta, una durata di almeno due o tre giorni, e di norma un impatto percepibile sull’uomo e la natura".

Un argomento molto importante ed interessante, dato il gran caldo di queste ultime settimane che sembra destinato a durare.

"Poiché non vi è alcun valore universale assoluto, come un data temperatura che definisca ciò che è calore estremo - spiegano dall'Arpat in riferimento alle linee guida -  le ondate di caldo sono relative al clima di un luogo: le medesime condizioni meteorologiche possono quindi costituire un’ondata di caldo in uno ma non in un altro".

In questi giorni di alte temperature, chi volesse avere maggiori informazioni sui comportamenti da adottare può consultare anche il sito del Ministero della Salute che ha approntato, come ogni estate, il Sistema di allarme per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore sulla salute che, dislocato in 27 città consente di individuare per ogni specifica area urbana, le condizioni meteo-climatiche che possono avere un impatto significativo sulla salute dei soggetti vulnerabili

Intanto, a livello internazionale si spiega che "le condizioni diurne e notturne sono ugualmente importanti per la comprensione delle conseguenze sulla salute che possono andare da semplici eruzioni cutanee, a forte spossatezza, fino a veri colpi di calore e morte; a livello individuale, la scarsa termoregolazione o l'incapacità di bilanciare l’accumulo/perdita di calore sono i maggiori responsabili degli effetti del caldo sulla salute".
Oltre ai fattori termoregolatori, secondo gli esperti, caratteristiche demografiche e socio-economiche possono determinare il livello individuale di rischio; queste includono l'età (anziani o molto giovani), il genere, l’avere malattie preesistenti, il vivere soli, l’essere socialmente isolato e senza casa, il non avere accesso alle informazioni sanitarie, l’essere infermo o soffrire di malattie mentali, ecc.

Secondo l'Omm e l'Oms i rischi per la salute legati al calore possono essere ridotti attraverso lo sviluppo di efficienti sistemi di allerta (Heat–Health Warning System HHWS) che forniscano informazioni meteorologiche e/o previsioni sulla probabilità del verificarsi di ondate di caldo che possano essere utilizzate per avvisare i decisori politici, i servizi sanitari, e i cittadini per intervenire tempestivamente. Tipicamente, un efficace sistema di allerta comprende un insieme di elementi: previsioni meteo di temperature elevate che includano anche l'umidità; metodi per valutare l'incidenza sulla salute dell'evoluzione meteorologica prevista; la determinazione di soglie per lo stress da calore; un sistema di avvisi/azioni per comunicare prontamente all’intera popolazione, o a gruppi specifici, l’arrivo di un’ ondata di calore e la sua intensità e allertare le agenzie governative sui possibili rischi per la salute.

Ma secondo il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico "la lunghezza, la frequenza e l'intensità delle ondate di calore probabilmente aumenteranno nel corso di questo secolo e non impatteranno solo sul piano sanitario, ma si avranno ripercussioni su infrastrutture come energia, acqua e trasporti". Il pericolo non è dunque solo per la salute.



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