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domenica 22 settembre 2019

Politica giovedì 31 maggio 2018 ore 06:30

Il Pd volterrano a fianco di Mattarella

La difficile situazione politica ha spinto gli esponenti volterrani a scrivere un intervento a sostegno del Presidente della Repubblica



VOLTERRA — Questo l'intervento a firma di Lorenzo Lazzerini, segretario del Partito democratico di Volterra. La lettera è stata scritta due giorni fa, prima che Di Maio ritirasse la richiesta di impeachment. 

"La sera del 27 Maggio del 2018, il paese ha vissuto forse uno dei momenti più oscuri della sua storia Repubblicana. I due partiti usciti vincitori dalle elezioni del 4 Marzo hanno scatenato un violento attacco contro il garante del nostro paese, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 

Il segretario della Lega ha minacciato una presunta marcia su Roma se non fossero state indette immediatamente nuove elezioni, mentre quasi in contemporanea il Capo Politico del Movimento 5 Stelle ha richiesto che la situazione venisse portata in Parlamento proponendo l’esecuzione dell’articolo 90 della Costituzione, cioè la messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica. 

Il motivo scatenante di queste affermazioni è chiaro a tutti: la presunta intransigenza del Presidente Mattarella nel vedersi imposto il ministro dell’Economia e delle Finanze. Tralasciando per un momento le valutazioni personali sulla personalità del ministro proposto dai due gruppi parlamentari, si deve ammettere che il presidente Mattarella non ha fatto altro che esercitare le sue prerogative che la Costituzione (che proprio i partiti che ora la vorrebbero volgere a loro favore hanno “difeso” dalla minaccia del referendum). Dobbiamo ricordarci che nella carta suprema del nostro ordinamento all’Art. 90 comma 2 si specifica che “Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri”. Questo comma è stato uno dei più letti e “spiegati” in questi giorni, in maniera troppo sommaria e troppo grossolana prendendo stracci dai libri di diritto costituzionale per sostenere tesi antisistema e contro le istituzioni. 

Sarebbe bene che tutti coloro che sono diventati in meno di 24 ore presunti professori di diritto costituzionale rileggessero bene la Costituzione prima di attaccare con inaudita violenza il vertice del nostro ordinamento politico. Universalmente i costituzionalisti (di professione e non improvvisati) hanno sostenuto che è nelle prerogative del PdR di poter “bocciare” un ministro proposto dal Presidente del Consiglio incaricato. 

Questo tipo di azione fu già esercitata nel corso del tempo da molti inquilini del Quirinale ( nel 2001 Carlo Azeglio Ciampi bocciò la nomina di Maroni al Ministro della Giustizia, nel 1994 oscar Luigi Scalfaro fece si di deviare la nomina di Cesare Previti dal Ministero della Giustizia a quello della Difesa e ancora molti altri esempi si potrebbero fare) senza sollevare la questione di una messa in stato d’accusa del presidente. 

Ora invece i presunti difensori dalla volontà popolare creano un sistema di tensione e odio verso le istituzioni senza alcun precedente storico. 

Ora, proprio ora è il momento che il PD si schieri a difesa delle istituzioni repubblicane con tutta la sua forza e con tutti i suoi mezzi insieme a tutte quelle forze che non vogliono vedere infangate le istituzioni sacre del nostro ordinamento. 

Faccio un appello alle forze di sinistra: in questo momento mettiamo via le divergenze che hanno lacerato i nostri partiti in questi anni e ritroviamo una comunità di intenti e programmi; rifondiamo insieme la sinistra italiana contro questi scellerati attacchi alle istituzioni repubblicane e all’avanzare del populismo di estrema destra. 

In maniera ancora più forte faccio un appello a tutti coloro che hanno deciso di voltare le spalle al PD e alla sinistra: per fermare questi estremisti e dare nuovamente una svolta al nostro paese è necessario il contributo di chiunque si voglia impegnare e per citare nuovamente ancora una volta la nostra Costituzione “Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”poiché oggi come non mai il paese ha bisogno che ognuno faccia la sua parte per poter contribuire a risollevare l’Italia da questo momento così oscuro".



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