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Attualità mercoledì 02 settembre 2015 ore 20:10

Il Vescovo con gli operai: "il lavoro non c'è più"

Il vescovo Silvani alla manifestazione per la Smith del 30 aprile

Monsignor Silvani in Vaticano da Papa Francesco con i lavoratori della Smith: "nella mentalità corrente è finito lo Stato sociale"



VOLTERRA — "Siamo venuti per chiedere una benedizione, una preghiera, un'intercessione. Anche come Chiesa non potevamo lasciare da soli, questa gente, queste persone. Anche se non so quali prospettive potranno esserci". Lo ha detto alla Radio Vaticana il vescovo della Diocesi di Volterra, monsignor Alberto Silvani, che oggi, 2 settembre, ha accompagnato all'udienza generale del Papa in Piazza San Pietro i lavoratori della Smith Bits di Saline di Volterra. Due di loro hanno anche potuto consegnare a Francesco una lettera e due magliette simbolo della lotta.

Una mattinata importante per i dipendenti della fabbrica di scalpelli che dopo il ridimensionamento dello stabilimento ha perso 114 posti di lavoro. E che questa mattina hanno ricevuto il saluto del Pontefice, che ha promesso di pregare per loro e ha auspicato una soluzione positiva.

Al Vescovo, a fianco dei lavoratori fin dalla manifestazione del 30 aprile all'inizio della vertenza, vanno i ringraziamenti dei lavoratori per il suo interessamento, insieme a quello di Don Valentino della Diocesi.

Papa Francesco ha espresso solidarietà e sostegno ai lavoratori della Smith. Ma il tema del lavoro, anche secondo Silvani, è ben lontano dall'avere una soluzione. "A Volterra il lavoro non c'è più - ha detto ancora il vescovo alla Radio - Ormai si vive soltanto sul terzo settore: alberghi, pensioni, ristoranti, cioè sul turismo, in realtà. Ma non è che duri molto anche quello". 

Per il Vescovo anche la Chiesa è a difendere i lavoratori, "nel rispetto dei diritti di tutti, come ha detto il Papa, perché capisco bene che anche la ditta avrà altri obiettivi, altri interessi, ma quello che dispiace è che nella mentalità corrente è finito lo Stato sociale, cioè ciascuno si deve arrangiare da solo". "Le persone sono licenziate, lasciate a casa e si aggiustino per conto loro - aggiunge - Meno male che c'è la cassa integrazione, qualche sussidio che poi però finisce. E io prevedo che, andando avanti, sarà sempre peggio".

Come ha ricordato questa mattina Papa Bergoglio, serve che "la grave congiuntura occupazionale trovi una rapida ed equa soluzione, nel rispetto dei diritti di tutti, specialmente per riaccendere la speranza nelle loro famiglie e anche la speranza nei giovani".



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