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Attualità martedì 25 novembre 2014 ore 17:20

In Parlamento quattro risoluzioni sulla geotermia

Pd, Sel, M5S e Forza Italia presentano risoluzioni nelle commissioni per cambiare la normativa nazionale in materia



ROMA — La prima è datata 7 ottobre ed è firmata da 13 parlamentari del Partito Democratico: Braga, Benamati, Terrosi, Tentori, Marchi, Mariani, Albini, Luciano Agostini, Gnecchi, Manzi, Giuliani, Moretto, Mazzoli. La seconda è datata 11 novembre e porta la firma di esponenti di Forza Italia-Pdl: Abrignani, Castiello, Distaso, Martinelli, Romele, Vella, Giammanco, Luigi Cesaro, Marti, Polidori. La terza e la quarta sono arrivate il 19 novembre dal Movimento 5 Stelle (a firma di Segoni, Daga, Zolezzi, Vallascas, Da Villa, De Rosa, Busto, Mannino, Terzoni, Micillo, Massimiliano Bernini, Artini, Crippa, Prodani, Della Valle, Fantinati, Mucci, Tofalo) e Sel (Pellegrino, Zaccagnini, Ricciatti, Zaratti, Ferrara, Nicchi).
Le quattro risoluzioni parlamentari si occupano tutte di geotermia e sono state presentate alle commissioni VIII e  X del Parlamento italiano. Una materia particolarmente importante per le zone della geotermia cosiddetta tradizionale come sono le colline metallifere.

Il Partito Democratico chiede di impegnare il Governo "ad avviare le procedure di 'zonazione' del territorio italiano, per le varie tipologie di impianti geotermici, identificando le aree potenzialmente sfruttabili". Dal Pd arriva anche la richiesta di "emanare 'linee guida' a cura dei Ministeri dello sviluppo economico e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, che individuino anche i criteri attraverso i quali definire, a livello nazionale, quali dei siti potenzialmente sfruttabili risultino effettivamente suscettibili di sfruttamento". Oltre alla richiesta di prestare particolare attenzione "al possibile inquinamento delle falde, alla qualità dell'aria, all'induzione di sismicità" all'ultimo punto della risoluzione troviamo la richiesta che il Governo si impegni a "riconsiderare la classificazione delle fonti energetiche rinnovabili, con particolare riferimento alla possibilità di non annoverare più tra le stesse, lo sfruttamento delle acque sotterranee riscaldate da gradienti di temperatura ma solo quello del calore ivi presente che è effettivamente rinnovabile". Questa sarebbe, per la geotermia, una vera e propria rivoluzione.

Se anche Forza Italia chiede l'emanazione delle 'linee guida', la richiesta è però anche quella di "avviare le procedure per un concreto e celere sfruttamento delle risorse geotermiche ricercate ed analizzate fino ad oggi nel territorio italiano".

Il Movimento 5 Stelle si concentra sulla tutela dell'ambiente e sul coinvolgimento delle popolazioni, chiedendo al Governo "la revisione del quadro normativo per la geotermia elettrica" e di predisporre "una 'zonazione' del territorio su basi geologiche, sismotettoniche ed idrogeologiche per identificare le aree". Si chiede anche l'introduzione di "vincoli alle concessioni di ricerca e alla realizzazione di impianti geotermici in base alla vicinanza di aree di produzioni agricole di qualità" e di "adottare una moratoria sugli impianti geotermici, sulle trivellazioni profonde e sui progetti di impianti geotermici, ad eccezione di quelli finalizzati unicamente all'utilizzo diretto del calore, almeno fino alla emanazione da parte del Governo degli 'indirizzi e linee guida' e del quadro normativo, che permettano di valutare il rischio ambientale e sismico connesso alle attività antropiche effettuate in profondità".

Da Sinistra Ecologia Libertà la richiesta al Governo di "favorire e sostenere l'uso della risorsa geotermica solo laddove compatibile con la piena tutela, e salvaguardia ambientale e sanitaria, approfondendo le criticità e gli impatti delle varie tecnologie ed adeguando la normativa in modo conseguente, avviando a tal fine una mappatura del territorio nazionale e individuando le zone di esclusione". Da Sel anche la richiesta di una "moratoria sui progetti pilota di impianti geotermici e delle procedure autorizzative in atto relative allo sfruttamento geotermico e più in generale a permessi di trivellazione, in attesa almeno delle conclusioni del gruppo di lavoro istituito per la definizione di linee guida per i monitoraggi microsismici, delle deformazioni del suolo e delle pressioni di poro in presenza di attività di sfruttamento del sottosuolo". Oltre ala richiesta di una revisione della normativa, anche quella di  "favorire lo sviluppo e la diffusione della geotermia a bassa entalpia".

Alessandra Siotto
© Riproduzione riservata


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