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Attualità sabato 25 ottobre 2014 ore 05:10

La geotermia del futuro è quella del passato

Enel pronta ad investire un miliardo se dalle istituzioni la strada tracciata sarà quella dell'alta entalpia e si torna a parlare di Comune unico geotermico



POMARANCE — "La geotermia per noi è vitale e se la Regione ed il Governo daranno l'input, noi siamo pronti a fare un Comune unico in questo territorio, dove far crescere e sviluppare l'alta entalpia". Queste le parole pronunciate da Carlo Giannoni, presidente dell'Unione dei Comuni dell'Alta Val di Cecina, all'incontro di ieri pomeriggio a Pomarance, promosso dal gruppo consiliare regionale del Partito Democratico, sul futuro della geotermia. Parole alle quali ha risposto prontamente Massimo Montemaggi di Enel Green Power, dichiarando che l'azienda è pronta ad investire un miliardo di euro nei prossimi anni e che sta cercando in questi giorni tre giovani ingegneri per Larderello.
E' stata la presenza del capogruppo del Pd in consiglio regionale Ivan Ferrucci a portare intorno al tavolo i rappresentanti delle istituzioni e della politica, Cosvig ed Enel. Ferrucci ha lanciato i temi importanti del dibattito: "siamo in una fase di discussione e arriverà nei prossimi giorni in consiglio regionale il piano su energia ed ambiente e per la prima volta si parla di queste due cose insieme". "Si tratta – ha detto il consigliere del Partito Democratico – di definire gli obiettivi per il modello di sviluppo della nostra Regione, ma siamo anche in una fase di riorganizzazione degli enti locali e delle relative funzioni: l'energia potrebbe tornare al governo nazionale". Temi importanti per un territorio che, come ha spiegato lo stesso Ferrucci "produce oltre il 25% dell'energia necessaria al fabbisogno regionale, ma ha una scarsità di servizi e di infrastrutture e merita attenzione".

Da Giannoni, sindaco di Monteverdi Marittimo, presidente dell'Unione dei Comuni e neo consigliere provinciale, la richiesta a Ferrucci di portare a Firenze la voce del territorio. "La geotermia – ha spiegato - per noi è una realtà fondamentale, senza la quale i nostri paesi sarebbero scomparsi e noi amministratori tutti insieme dobbiamo cercare di salvaguardarla e svilupparla, puntando sull'alta entalpia, che oggi è l'unica che è realtà ". Il sindaco critica poi il Piano di indirizzo territoriale con valenza di piano paesaggistico: "sembrava che la geotermia fosse il male di tutti i mali, nel Pit ci sono considerazioni sbagliate e noi Comuni abbiamo presentato delle osservazioni alla Regione; chi lo ha scritto non ha minimamente capito lo sforzo fatto dagli enti locali perchè la geotermia desse le risposte importanti che ha dato". Per quanto riguarda la riforma degli enti locali, il presidente dell'Unione non ha dubbi: "non ha più senso tenere in piedi piccole realtà, dobbiamo credere nel governo unitario del territorio geotermico e se fossimo un Comune unico diventeremmo una realtà che conta, pensando allo sviluppo e guardando al futuro in modo molto più ampio".

Dal sindaco di Pomarance Loris Martignoni arriva la richiesta alla Regione di fare chiarezza sulle strategie per il futuro, soprattutto in riferimento alla bassa e media entalpia. "In Toscana sono stati richiesti 50 permessi di ricerca – ha spiegato - ma ad oggi non è stato sviluppato quasi niente; l'obiettivo era quello di coinvolgere in questo fenomeno anche Comuni non tradizionalmente geotermici, ma ci sono delle resistenze dai territori e dei problemi". "Attendiamo dalla Regione – ha aggiunto - un programma di sviluppo sulla bassa e media entalpia che sia condiviso anche con le realtà locali, per capire come e dove sfruttarla; questo però non deve essere di ostacolo al piano generale, perchè ad oggi siamo fermi". "Da qui al 2020 – ha spiegato il sindaco - mancano in Toscana 150 megawatt di energia geotermica per raggiungere gli obiettivi prefissati: se la bassa e la media sono ferme, pensiamo come si può investire sull'alta entalpia". "I nostri territori – ha concluso - sono vocati alla geotermia e ci aspettiamo ricadute importanti, continuando a farla crescere e tenendo insieme la sostenibilità ambientale e lo sviluppo industriale".

Massimo Montemaggi di Enel Green Power ha chiarito che "la bassa, la media così come l'alta entalpia si prendono dove sono e non è come andare al supermercato". Se la strada sarà quella dello sfruttamento tradizionale della geotermia, l'azienda si dice pronta, se i territori e le istituzioni lo vorranno, ad investire nei prossimi anni. "Siamo certi – ha spiegato - di aver individuato possibilità di sviluppo ulteriore per 120-150 megawatt, con un investimento di oltre un miliardo: noi per il futuro ci siamo ed abbiamo un progetto ed un programma, la decisione spetta agli interlocutori". "La geotermia di Enel – ha illustrato - occupa in Toscana 700 risorse dirette, alle quali si aggiungono i mille lavoratori dell'indotto; dal 2009 ad oggi abbiamo assunto 170 giovani, di cui il 15% sono laureati e proprio in questi giorni stiamo cercando tre ingegneri meccanici sotto i trent'anni, ma non riusciamo a trovare giovani toscani sotto disponibili a lavorare a Larderello". Per quanto riguarda gli investimenti, Montemaggi ha illustrato che "dal 2007, anno del protocollo d'intesa con la Regione, sono stati investiti in Toscana 850 milioni di euro, dei quali un 25% sono ricaduti sui Comuni geotermici ed un altro 20% nella Regione.

Alessandra Siotto
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