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Attualità lunedì 08 settembre 2014 ore 08:23

Masso delle fanciulle: richiesti altri chiarimenti

Rossi risponde ai 5mila firmatari della petizione contro i pozzi esplorativi: la procedura è ancora sottoposta alla Via della Regione, ma le rassicurazioni non convincono i Comitati



VAL DI CECINA — Il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha inviato una lettera ai 5270 cittadini firmatari della petizione contro la proposta di due nuovi pozzi esplorativi geotermici sul fiume Cecina. Nella lettera il governatore spiega che "al momento il progetto è in iter di valutazione ambientale presso il Settore VIA, il quale dopo un attento esame della documentazione progettuale, delle osservazioni pervenute da cittadini e Comitati, dei pareri e dei contributi tecnici dalle Amministrazioni, degli Enti interessati dal progetto, oltre che dai diversi Settori Regionali, ha richiesto alla GESTO in data 30 giugno di integrare la documentazione presentata".

IL PROGETTO. La vicenda, che nei mesi precedenti aveva fatto discutere, riguarda uno dei 30 permessi di ricerca concessi dalle Regione per individuare siti per lo sfruttamento geotermico della bassa entalpia. In particolare nel 2009 è stata la Società GeSto Italia Srl a chiedere alla Regione Toscana il rilascio di Permesso di ricerca di risorse geotermiche denominato 'Mazzolla' che riguarda complessivamente un’area di 72.60 chilometri quadrati nel territorio provinciale di Pisa nei Comuni di Volterra, Pomarance, Castelnuovo Val di Cecina e nel territorio provinciale di Siena nel Comune di Radicondoli
"Il progetto della Società GESTO Italia - scrive Rossi - prevede la localizzazione della piazzola di perforazione, denominata MZ2, a circa 2 chilometri di distanza dal Masso delle Fanciulle. Le due perforazioni esplorative dovrebbero raggiungere la profondità di 2350 metri ciascuna. Il loro scopo è di confermare il modello geotermico che la Società GESTO ha elaborato in esito ad indagini di superficie precedentemente realizzate, il quale ipotizza la presenza di un serbatoio geotermico ad una profondità di oltre 2000 metri".


L'ITER. Il procedimento è stato sottoposto a Via il 31 marzo e la Regione, una volta raccolte le osservazioni, doveva pronunciarsi entro giugno. Sono arrivati i pareri e le osservazioni di comitati, enti e cittadini. Oltre alla raccolta firme, che ha coinvolto oltre 5mila persone, anche il Comune di Pomarance, dove i pozzi esplorativi dovrebbero sorgere, aveva inviato le sue osservazioni critiche alla Regione.
Adesso la Regione ha richiesto alla GESTO di integrare la documentazione presentata. La richiesta di integrazioni e chiarimenti, a cui la Società GESTO deve rispondere entro il 29 settembre, come scrive Rossi nella lettera, riguardano: "aspetti progettuali inerenti la cantierizzazione, lo smaltimento di rifiuti e la gestione di terre e rocce da scavo;  emissioni in atmosfera; interferenze con le falde acquifere; approvvigionamento idrico dal Fiume Cecina; impatti dell'intervento su flora, fauna ed ecosistemi; impatto acustico; impatti cumulativi con altri progetti autorizzati nelle vicinanze".

LE RASSICURAZIONI DI ROSSI E LA RISPOSTA DEI COMITATI. "Mi preme sottolineare - scrive il governatore nella lettera - che il progetto in valutazione si riferisce esclusivamente alle perforazioni esplorative. Per quanto riguarda una futura, eventuale, attività per la realizzazione della centrale dovrà essere presentata una nuova specifica istanza di V.I.A. Posso in ogni caso assicurarvi che nessun impianto verrà realizzato all'interno dell'area protetta di Berignone, poiché è una delle mie priorità conciliare ambiente, sviluppo e lavoro".
Rassicurazioni che non convincono i comitati e le associazioni che hanno promosso la raccolta i firme, i quali hanno risposto a Rossi con un'altra lettera in cui confermano le loro preoccupazioni. "Se Lei ritiene importante la nostra azione - scrivono i comitati al governatore - come sembra risultare dalle sue parole, la sua richiesta di nuovi accertamenti, con proroga di un mese, alla società Gesto Italia, non deve essere un atto meramente dilatorio alla attuazione delle due sciagurate centrali geotermiche. Ma questo è ciò che noi temiamo avvenga, in contrasto con le posizioni da lei ufficialmente assunte a difesa del Parco di Berignone".
"Ci ascolti- proseguono i comitati - non è vero che Berignone verrà salvaguardata. Lei è certamente in buona fede, ma forse non ha considerato appieno il valore economico-paesaggistico di questo territorio".
"Lei, Presidente - si legge ancora nella lettera - afferma solo che che tutto si svolgerà nel rispetto delle normative vigenti, normative che noi già conosciamo benissimo". "Non ci rassicura - aggiungono - sul fatto che una centrale verrà costruita esattamente sul confine di una Riserva Naturale, nulla sul fatto che quanto dichiarò pubblicamente che 'è finita l’epoca dell’alta entalpia' è in netto contrasto con ciò che gli speculatori dell’energia chiedono di fare, cioè pozzi profondi 2350 metri alla ricerca di temperature superiori ai 200°C, quindi proprio alta entalpia".
"Non dice nulla - scrivono i Comitati - che possa sciogliere le nostre preoccupazioni sul futuro economico di questo territorio, sulle conseguenze che avrà tale tipo di sviluppo sulle attività legate al turismo ed all’agricoltura tuttora esistenti e sulle garanzie che a tali attività dovranno essere fornite dalla ditta proponente". "Le 5000 persone che hanno firmato questa petizione - si legge- testimoniano il fatto che la popolazione locale non condivide il futuro che la Regione vorrebbe per questi territori e si aspettano da Lei una risposta politica, non una risposta tecnica".

Alessandra Siotto
© Riproduzione riservata



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