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Venerdì 29 Maggio 2026

PSICO-COSE — il Blog di Federica Giusti

Federica Giusti

Laureata in Psicologia nel 2009, si specializza in Psicoterapia Sistemico-Relazionale nel 2016 presso il CSAPR di Prato e dal 2011 lavora come libera professionista. Curiosa e interessata a ciò che le accade intorno, ha da sempre la passione della narrazione da una parte, e della lettura dall’altra. Si definisce amante del mare, delle passeggiate, degli animali… e, ovviamente, della psicologia!

Spazi leggeri per tempi complessi

di Federica Giusti - Venerdì 29 Maggio 2026 ore 08:00

Ci sono estati che arrivano prima del calendario. Cominciano in una finestra aperta la sera, nel rumore lontano delle persone che tornano a vivere le piazze, nel desiderio improvviso di rallentare. È una nostalgia sottile di leggerezza, che spesso emerge proprio quando il mondo sembra più pesante.

Ed il mondo di oggi lo è davvero pesante. Forse è per questo che sentiamo ancora di più, ancora più urgente il bisogno di concederci parentesi di leggerezza.

Viviamo immersi in una complessità continua. Notizie che scorrono senza tregua, crisi globali, incertezze economiche, cambiamenti rapidi, e guerre. Guerre che non sembrano aver voglia di interrompersi, anzi, si moltiplicano a macchia d’olio, e ci fanno sentire sempre più impotenti, sempre più in pericolo. La nostra mente resta costantemente in allerta, come se dovesse prepararsi a qualcosa. E quando il cervello percepisce il mondo come imprevedibile, tende a irrigidirsi: controlla, anticipa, si affatica.

Per questo la leggerezza non è superficialità. È una forma di equilibrio psicologico.

Ritagliarsi spazi leggeri significa concedere al sistema nervoso momenti in cui non deve difendersi. Una cena all’aperto senza parlare di problemi. Un libro letto senza sensi di colpa. Camminare senza meta in una sera calda. Piccoli frammenti apparentemente inutili che, in realtà, hanno un potente valore emotivo.

La psicologia ci ricorda che il benessere non nasce solo dalla capacità di affrontare le difficoltà, ma anche dalla possibilità di alternare tensione e recupero. Senza pause leggere, rischiamo di vivere in una modalità di sopravvivenza permanente. E nessuno può restare a lungo in apnea, nenache se è un’apnea emotiva.

L’estate, simbolicamente, ci invita proprio a questo: ad allentare. Non ignorare ciò che accade nel mondo, ma smettere per qualche istante di portarne tutto il peso sulle spalle. La leggerezza è uno spazio mentale in cui possiamo abitare, in cui possiamo respirare, tornare al qui ed ora, ricordarci che siamo fatti anche di piacere, gioco, relazioni, lentezza.

C’è una frase dello scrittore Italo Calvino che definisce la leggerezza come la capacità di “planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”. Non significa fuggire dalla realtà, ma imparare a non esserne schiacciati.

Forse oggi abbiamo bisogno proprio di questo: difendere momenti semplici come fossero una forma di cura. Perché in tempi complessi, scegliere la leggerezza non è ingenuità. È resistenza emotiva.

E allora vi auguro di essere resistenti!

E di godervi questi momenti di lentezza, a prescindere che facciate o meno il ponte, godetevi ogni istante di leggerezza.

Federica Giusti

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