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Investimenti e assunzioni dell'Altair a Saline

L'azienda chimica che produce derivati di cloro e potassio investirà 12 milioni di euro: nuove assunzioni interne oltre a quelle dell'indotto



VOLTERRA — Si è svolto ieri pomeriggio, mercoledì 10 dicembre, presso il centro studi a Volterra un convegno promosso da Altair Chimica, società del gruppo Esseco, e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra. Durante l'incontro, alla presenza di molti dipendenti dell'azienda chimica con sede a Saline di Volterra, l'amministratore delegato Roberto Vagheggi ha annunciato le novità che nel prossimo futuro interesseranno una delle realtà più importanti del comparto industriale del territorio.

I NUOVI PROGETTI. Attualmente l'azienda che conta 80 dipendenti, produce derivati del cloro e del potassio che vengono venduti principalmente sul mercato estero, riducendo al minimo l'impatto ambientale, come riconosciuto anche dalle varie certificazioni che Altair ha acquisito negli anni.
Con un investimento sugli impianti e sulle nuove tecnologie, che inizialmente  è di 12 milioni di euro, si aumenta la produzione del 50% rispetto a quella attuale. Come ha annunciato lo stesso Vagheggi si prevede l'assunzione di circa 15 nuove unità interne, oltre ad una cinquantina di nuovi occupati nell'indotto dell'azienda, di cui 25 autotrasportatori.  
Il nuovo piano di investimenti porterà, dunque, non solo un incremento produttivo del 50%, ma permetterà di recuperare l'idrogeno per ridurre i costi energetici, di diminuire l'impatto ambientale con il recupero dell'anidride carbonica nella produzione del carbonato di potassio. A questo si aggiungono nuovi investimenti nello studio e nella ricerca per le cloroparaffine. Tutto grazie alle nuove tecnologie che sono state illustrate durante il convegno.
Con i primi 12 milioni arriveranno a Saline celle elettrolotiche di nuovissima generazione, con un incremento della sicurezza e anche una diminuzione dei consumi di acqua con la costruzione di un nuovo impianto di acqua demineralizzata.
A questa, seguirà una seconda fase di investimenti che è ancora in fase di quantificazione e che riguarderà il miglioramento dell'efficienza energetica con nuove tecnologie.

LA STORIA DI ALTAIR. Durante il convegno, al quale ha partecipato anche il vicensindaco di Volterra Fedeli, i vertici della Fondazione e della Cassa di Risparmio di Volterra che hanno sottolineato come la banca del territorio abbia creduto in questa impresa, sostenendola in un momento difficile.

Prima di dare la parola ai tecnici che hanno illustrato le novità tecnologiche (il professo Andrea Rindi, professor Paolo Nesi, il professor Ennio Antonio Carnevale, gli ingegneri Francesco Vizza e Gionata Torricelli) Vagheggi ha ripercorso la storia Altair, che oggi fa parte del Gruppo Esseco. Come ha ricordato Francesco Nulli, presidente del gruppo, Esseco è composto da 38 aziende nel mondo divise tra settore industriale e settore enologico ed il giovane presidente è la quarta generazione alla guida del gruppo.

L'azienda chimica è nata nel 1959 con materie prime a costo quasi zero: cloruro di sodio a Saline ed energia elettrica proveniente dalla geotermia, Allora la Larderello S.p.A. realizzò a Saline un impianto Cloro-Soda. Lo stabilimento fu dotato di un impianto di elettrolisi per la produzione di Soda Caustica, Cloro e Idrogeno, e di impianti di trasformazione per la produzione di Cloro Liquido, Ipoclorito di Sodio e Acido Cloridrico.
Tra il 1966 ed il 1974, dopo la nazionalizzazione della produzione di energia elettrica, con la nascita di ENEL, le attività chimiche furono da questa dismesse; gli impianti chimici di Saline e Larderello, riuniti nella Società Chimica Larderello, passano in proprietà ANIC-ENI-SOLVAY.

Dopo lo stabilimento di Saline è divenuto proprietà di Samatec, società del gruppo ENI, con importanti trasformazioni impiantistiche che hanno modificato l'assetto produttivo d'origine: mantenendo l'elettrolisi come base di tutta l'attività, iniziarono le diversificazioni verso la chimica del potassio e la trasformazione del Cloro in prodotti destinati alla disinfezione e trattamento delle acque.

Nei primi anni '90 la Società Chimica Larderello è privatizzata e ceduta al Gruppo finanziario D.G. HARRIS di New York e nel 1995 diventa Altair Chimica SpA, una società operativa con capitale italiano.

Dal 2003 iniziano nuovi investimenti e nel 2008 hanno iniziato a funzionare le celle a membrana che hanno sostituito quelle a mercurio, con un primo fondamentale investimento da 25 milioni di euro. Grazie a questo impianto l'azienda può tornare ad essere competitiva sul mercato, ma la situazione economico finanziaria resta poco tranquilla, anche a causa della crisi economica. Nel 2008 si registra, infatti, il minimo storico di addetti: appena 69. Tuttavia l'azienda, con un'adeguata pianificazione, torna a crescere e negli ultimi 5 anni ha assunto 11 nuove unità

La politica di investimenti, che sono stati di circa 40 milioni in questi anni, puntando all'aumento della qualità nel rispetto dell'ambiente, ha premiato l'Altair che continua oggi il suo progetto di crescita.



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