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Attualità martedì 14 aprile 2015 ore 13:08

La Resistenza dei contadini e degli operai

I pensionati della Cgil raccontano il nazifacismo nell'Alta Val di Cecina: “le lotte del passato servano ai giovani per cambiare il futuro”



POMARANCE — Gli anni della Resistenza, del fascismo, della guerra non furono caratterizzati solo dagli orrori dei campi di concentramento e dalle gesta partigiane. Si intrecciarono, anche, nel nostro territorio come altrove, con la storia del sindacato, con le lotte dei contadini che abitavano numerosi le campagne e quelle degli operai delle fabbriche di Larderello, già allora importante realtà industriale. Questi saranno i temi dell'appuntamento organizzato dallo Spi-Cgil di Pomarance e Castelnuovo per sabato 18 aprile alle ore 9,30 al teatro dei Coraggiosi di Pomarance. Tra il pubblico anche gli studenti dell'Itis Santucci, per mandare loro un messaggio forte.

L'incontro dal titolo 'La nostra memoria - Lotte contadine e operaie nel segno della resistenza' è un’iniziativa che si inserisce nelle celebrazioni per il settantesimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo e fa parte dell'iniziativa nazionale 'Progetto Memoria'. A Pomarance, oltre al segretario locale dello Spi-Cgil Rino Bellucci e quello provinciale Paolo Graziani, arriverà il responsabile nazionale del Progetto Memoria Gabriele Cioncolini. Dopo i saluti del sindaco Loris Martignoni, interverranno vari ospiti, tra cui gli storici locali Jader Spinelli e Catia Taddei, ma anche Maurizio Maggi, Luigi Bulleri, Dario Calvani, Cherubino Spinelli, Becuzzi Leonfranco e Primo Frosali, alcuni dei quali porteranno la loro diretta testimonianza di quegli anni.

“La storia del sindacato – spiega Rino Bellucci, segretario dello Spi-Cgil di Pomarance - è strettamente legata a quella nazionale, ai movimenti contadini e operai, alla lotta clandestina contro la dittatura fascista, alla resistenza; e prosegue anche dopo, con le battaglie dei primi anni del secondo dopoguerra, fino agli anni del benessere e poi a quelli della crisi”. “Come sindacato – aggiunge - mai siamo venuti meno all'impegno per l’affermazione dei diritti dei più deboli e dei più svantaggiati, per uno sviluppo equo, per una società più giusta”.

“Abbiamo il dovere di raccontare il nostro passato ai più giovani – dice Bellucci - perché insieme si possa continuare”. Guardando anche ai temi dell'attualità: “il disastro economico che stiamo vivendo, i drammi che si consumano sulle nostre coste, le guerre così vicine ed il terrorismo come una nuova minaccia inquietante ed incontrollabile, ci impongono di non abdicare al ruolo che ci siamo scelti, cercando di non abbassare la guardia”.

Dunque non solo il ricordo degli orrori, come la strage della Niccioleta, ma nel 70esimo anniversario della Liberazione la memoria per mandare un messaggio ai giovani “che deve arrivare forte e chiaro: allora è stato versato tanto sangue per conquistare la libertà; oggi, insieme, giovani e non, forse è ancora possibile perseguire i valori democratici di equità e di uguaglianza”.



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