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Attualità mercoledì 10 dicembre 2014 ore 08:45

"La torre va in America, anche senza il Comune"

L'associazione Arteinbottega replica all'assessore Baruffa sull'opera in alabastro e annuncia la querela: "avevamo avvisato il sindaco e l'assessore, ma l'iniziativa è del Comune di Pisa"



VOLTERRA — "La presentazione fatta della Torre Pendente in Alabastro che prenderà il volo per San Francisco è molto chiara e inequivocabile: l’iniziativa del progetto è del Comune di Pisa che ha incaricato la Camera di Commercio di organizzare il tutto". A spiegarlo in una nota è il presidente di Arteinbottega Renato Casini, il quale risponde all'assessore del Comune di Volterra Gianni Baruffa in merito all'iniziativa che porterà la torre pendente in Alabastro negli Stati Uniti e annuncia l'intenzione di sporgere querela.

LA VICENDA. "E’ stata richiesta all’Opera Primaziale Pisana, proprietaria della Torre in Alabastro, la disponibilità della Torre in Alabastro - spiega Casini - Arteinbottega è stata interpellata, dal Comune di Pisa, per sapere se gli Artigiani erano disponibili per andare a montare e smontare la torre a San Francisco".

Casini spiega di aver "partecipato all’incontro" dando "la disponibilità" e chiedendo "se era possibile inserire uno spazio riservato a Volterra, al di là di quello che già è previsto nel pacchetto Torre, con l’inserimento dell’alabastro, dell’artigianato e dei partner che hanno contribuito alla costruzione della torre, compreso il Comune di Volterra". "La risposta avuta in quell’occasione - precisa il presidente di Arteinbottega - è stata che l’iniziativa è del Comune di Pisa, il tema del progetto è legato al periodo storico del 'Romanico Pisano' e la promozione sarà affidata a Toscana Promozione".
Il presidente dell'associazione, inoltre, spiega che in due incontri "nella sede di Arteinbottega con gli artigiani e con l’assessore Baruffa, abbiamo comunicato dell’operazione che si stava preparando a Pisa". "Il sindaco, già prima delle elezioni e in altre occasioni successive, sapeva dell’iniziativa - prosegue - era stato informato dal sottoscritto".

LA TORRE ALL'EXPO. "Molto probabilmente, l’assessore Baruffa e il signor sindaco, forse non hanno dato sufficientemente peso all’iniziativa" illustra Casini in una nota, che poi cita la convenzione relativa all'opera in alabastro e specifica che l'iniziativa di San Francisco è perfettamente in linea con quanto previsto ed è l'Opera Primaziale Pisana a decidere sul manufatto.

"Se uno dei firmatari del protocollo, quindi anche il Comune di Volterra - specifica il presidente di Arteinbottega -  vuol richiedere l'opera per esporla può liberamente farlo purchè questa si assuma tutti i requisiti (anche economici) di conservarla e custodirla assumendosi ogni responsabilità". "Per cui se il Comune di Volterra vuole portare il manufatto all'EXPO - aggiunge - non deve fare riunioni ma, come gli è stato detto, presentare un progetto in cui si indichi: dove e quando verrà esposta; le misure di sicurezza adottate; i costi di trasporto, assicurazione, montaggio/smontaggio e allestimento".

Casini, infatti, precisa, in merito alla proposta di portare la torre all'Expo 2015 che Arteinbottega non si è mai espressa contrariamente a questa iniziativa, ma anzi "ha invitato, più di una volta il Sindaco a dare seguito alla sua idea". Casini spiega poi di aver illustrato al Comune, anche per iscritto, i passaggi necessari per portare l'opera all'Expò e di aver anche scritto al governatori Rossi in merito nel novembre 2013.

LA REPLICA. "L’arroganza dell’assessore Baruffa - scrive Renato Casini - non mi tocca, ma vorrei che prima di parlare e fare uscite giornalistiche spregiudicate si chieda, educatamente e fra persone civili, come stanno realmente le cose". "Il mio nome - prosegue - è stato sottoposto a una vessazione continua, ma soprattutto verso l’Associazione Arteinbottega, e i suoi artigiani".
"Ho deciso - scrive ancora Casini - di inviare un dossier all’avvocato per querelare coloro che si sono concessi, o si permetteranno in seguito, di insinuare e fare accuse tendenziose di abusi di potere, se così si può chiamare, da attribuire al ruolo che ricopre un presidente di una piccola associazione di Artigiani dell’Artigianato Artistico".

Renato Casini conclude il suo sfogo lanciando un messaggio a Buselli: trovi "la volontà d’incontrare gli Artigiani di Arteinbottega, il Consorzio Turistico, se vuole anche il sottoscritto e in ogni caso quelle persone o associazioni con le quali ci sono stati dei contrasti, per cercare di trovare un punto d’incontro". 

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