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Cultura sabato 03 ottobre 2015 ore 19:45

Le creazioni di Tonelli a 'Volaterra'

I lavori dell'artista anche nel locale di via Turazza. Anteprima del video "Parole a Perdere" a quarant'anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini



VOLTERRA — Protagonista è la parola. Non è una mostra, ma non è neanche un’installazione in senso stretto. Dall’inaugurazione di sabato 10 ottobre alle 17,  fino alla metà di novembre a Volterra nel locale “VolaTerrA” sarà protagonista la parola, con la chiamata per “restare umani” di Stefano Tonelli, artista di Montescudaio che sabato prossimo inaugurerà la sua opera anche al teatro romano di Volterra.

Nel locale Volaterra Tonelli, insieme al titolare Jonni Guarguaglini, realizzerà una contaminazione intenzionale delle coordinate del consumo del cibo, dove l’uso della bocca assume un duplice, provocatorio, ammonitore, significato. Tonelli e Guarguaglini, mettono a nudo le ipocrisie dannose e vacue del “discorso” contemporaneo.

In anteprima verrà proiettato anche il video inedito "Parole a Perdere", in presentazione al teatro Keiros di Roma il 2 novembre prossimo, a quarant'anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini. Una carrellata in b/n della depravazione semantica implicita nella parola, raccontata dalla forza silente dell’immagine.

Stefano Tonelli nasce a Montescudaio (PI), nel 1957. Vive e lavora tra Montescudaio e Roma. Le sue prime personali, performance e installazioni, risalgono alla metà degli anni Settanta. Ha tenuto le sue personali in varie città italiane e straniere, da Roma a New York, da Parigi a Lisbona, da Amburgo a Madrid. È stato inoltre invitato alla 54° Biennale d’Arte di Venezia. In molti hanno scritto di lui, tra i quali citiamo Gillo Dorfles ed il premio nobel per la letteratura José Saramago. Attualmente è impegnato a portare in varie piazze, tra cui il teatro romano di Volterra, “Restiamo Umani”, una grande scritta di circa venti metri di lunghezza che nel viaggio si fa sempre più opera d’arte, quasi fosse un’ultima chiamata, un grido disperato perché si possa ritornare, al più presto, a quell’Umanità che da troppo tempo, negandola, ci siamo negati.



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