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Attualità Venerdì 10 Aprile 2026 ore 13:09

Nel 2025 persi 104 pubblici esercizi a Pisa e provincia

In totale sono 2.372 le attività di ristorazione sul territorio provinciale. Petraglia, “dati estremamente preoccupanti. Molteplici le difficoltà"



PISA — Preoccupanti i dati che arrivano dalla Provincia di Pisa sulle imprese di ristorazione e sulla cessazione delle stesse. Nel 2025 infatti sono state 92 le nuove imprese di ristorazione registrate a Pisa e provincia a fronte di 196 cessazioni, con un saldo negativo di 104 imprese e un bilancio complessivo di 2.372 imprese attive nell'intero comparto, che occupano un totale di 6.411 addetti. Questi i dati che emergono dal Rapporto Ristorazione 2026 curato da Fipe-Confcommercio.

Numeri che la presidente di ConfRistoranti Confcommercio Pisa Daniela Petraglia non esita a definire “estremamente preoccupanti. Sono molteplici le difficoltà che dobbiamo affrontare ogni giorno. I pubblici esercizi sono flagellati da costi di gestione che per molte attività sono difficilmente sostenibili. A questo aggiungiamo una pressione fiscale imperdonabilmente schiacciante ad ogni livello, per non parlare del rincaro generale di utenze e materie prime dovuto al contesto geopolitico e al protrarsi del conflitto in Medio Oriente. Senza interventi decisi e concreti sarà veramente difficile invertire questa tendenza”.

“Le perduranti difficoltà nella ricerca di personale qualificato costituiscono un'ulteriore e ormai cronico elemento di preoccupazione: questa criticità deve necessariamente far accendere un faro sulle prospettive del settore in termini di mantenimento degli elevati standard di offerta e di servizio che lo hanno sempre contraddistinto. Occorre rafforzare sicurezza contrattuale e stabilità economica, migliorare la flessibilità organizzativa e investire sulla formazione professionale”.

“Fino ad ora il comparto turistico e dell'accoglienza manifestava una complessiva tenuta, ma alle conclamate difficoltà del commercio al dettaglio, alle prese con la spietata concorrenza delle piattaforme globali online e della grande distribuzione, con una tassazione eccessiva e una burocrazia macchinosa e costosa, si stanno sommando quelle dei pubblici esercizi” dichiara il direttore generale di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli “un comparto che costituisce un motore di crescita e sviluppo per il nostro territorio anche in termini di occupazione, visto che rappresentano uno dei settori con il maggior numero di addetti, capace di collocare lavoratori provenienti da altri settori. Tutte le istituzioni e amministrazioni di ogni livello devono assolutamente moltiplicare gli sforzi per invertire la rotta”.


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