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domenica 16 giugno 2019

Politica lunedì 08 giugno 2015 ore 15:00

​PD: vincenti, delusi e migratori. Quale futuro?

L’esito del voto regionale in provincia di Pisa condizionerà politica e governi locali. Alle feste degli eletti in consiglio brindisi dolci e calici amari



PISA — I voti al PD sono stati 67.070 (43,18%) le preferenze agli otto candidati 44.792 quindi 22.278 elettori dem della provincia non si sono espressi. Motivi: non conoscevano le persone in lista, non avevano avuto indicazioni dal partito, non hanno voluto scegliere, non hanno voluto rischiare l’annullamento con qualche croce di troppo o nello spazio sbagliato, ecc.. Di tutto un po’, di sicuro, ma sicuro è anche che in caso di schede con due preferenze dello stesso genere, la preferenza - come da legge regionale - sia stata assegnata al candidato al posto più in alto nell’elenco sulla scheda. Sul piano numerico, per i tre più votati dagli elettori - Mazzeo (Capolista, primo in elenco), Nardini (Ottava, ultima in elenco), Pieroni (settimo in elenco) - niente di rilevante. Tra i primi due esclusi, Nocchi (terzo in elenco) e Ferrucci (quinto in elenco) la cronaca ha invece il dovere di rilevare che in varie sezioni della “loro” Valdera un bel po’ di schede avevano la doppia preferenza Nocchi, Ferrucci e la preferenza è stata assegnata a Nocchi. Un ennesima dimostrazione di quanto sia stato sbagliato contrapporre due nomi con lo stesso bacino elettorale di riferimento.

I vincenti

Senza se e senza ma Antonio Mazzeo, 10.515 crocette accanto al nome non sono bruscolini considerato che nella circoscrizione di Pisa hanno votato in 168.184 pari al 50,46% degli aventi diritto.

Con qualche se e qualche ma Alessandra Nardini e Andrea Pieroni.

La giovane studentessa è stata brava a catalizzare il consenso dei giovani democratici, senza un ticket ufficiale si è di fatto guadagnata quattro abbinamenti. Lo dicono i risultati finali.

L’ex presidente della Provincia ha invece trasformato i se ed i ma dei dem indecisi in campagna elettorale in voti sonanti e contanti. Ha perso nella “sua” San Miniato ma con le quasi mille preferenze di Pisa, molte in accoppiata con la Bongiovanni, si è guadagnato altri cinque anni di vita politica con i complimenti dell’amico Letta. Chapeaux.

I delusi

Nocchi e Ferrucci: 10.758 preferenze. In due. Dimostrazione che se le onorevoli intellighenzie pisane non avessero spaccato il partito il Pd pisano avrebbe potuto forse avere sempre un funzionario capogruppo regionale ed un segretario provinciale di prospettiva politica nazionale. Invece oggi il PD pisano in un colpo solo ha perso un funzionario ed un segretario.

I migratori

Sono quella specie politica che per sopravvivere ha bisogno di bere tempestivamente nei calici dei brindisi vincenti anche se fino a qualche giorno prima i cin cin augurali li facevano con chi si pensava potesse andare avanti grazie alle spinte da dietro ed ai supporti di lato. Per individuarli basta girare sui profili Facebook di candidati e politici locali e scorrere con attenzione le gallerie fotografiche.

Il futuro

L’ordine dei capitoli da riscrivere, come la storia, spetta al vincitore e Antonio Mazzeo ha carta e penna, pardon pc e smartphone, a disposizione.

Quello sul comune di Pisa sarà il capitolo più importante e complicato e con un finale che potrebbe far svoltare pagina a primavera. Certi i protagonisti: ex onorevoli pisani che fanno il sindaco, onorevoli pisani che potrebbero fare il sindaco ed ex sindaci onorevoli che rifarebbero anche il sindaco. Per gli ex ministri della repubblica ci vorranno delle note a parte. Per i consiglieri comunali dei consigli appropriati. Per gli ex segretari provinciali un altro comune.

Segreteria provinciale del PD: per molti è considerato il primo capitolo da riscrivere ma se in primis i sindaci più importanti continuano a non voler avere “voce in capitolo” basteranno poche pagine dove indicare semplicemente un nome “nuovo”, magari un giovane non schieratissimo, meglio ancora se amministratore pubblico che abbia tempo per dedicarsi a ricostruire il partito a Pisa ed in provincia. 

Poi ci sono i capitoli per le prospettive locali e nazionali.

Il ricambio in Parlamento sembra lontano ma tra tempi tumultuosi e agguati della politica ed inchieste varie nessuna previsioni può essere azzeccata. Quindi è bene pensarci ed individuare chi possa essere rappresentativo delle varie realtà economiche e territoriali della provincia tutta, Volterra compresa. Il PD guardando in casa propria tra giovani e meno giovani ma soprattutto girando tra fabbriche, campagne e campanili e non solo tra atenei e torri, le persone giuste le può individuare.

Certi e vicini sono invece i tempi di rinnovo dell’ Unione Valdera e di amministrazioni comunali importanti. A settembre l’Unione dovrà eleggere il nuovo presidente e vedremo se ci sarà o meno una continuità nel segno di Millozzi. Nel 2016 andranno al voto Vecchiano, Buti e soprattutto Cascina; la scelta dei candidato sindaco con o senza primarie ci dirà se anche il PD pisano avrà cambiato verso.

Saverio Livio Tarquinio



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