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venerdì 17 agosto 2018

Attualità lunedì 22 gennaio 2018 ore 16:15

Bulera, aziende agricole contro l’ampliamento

Si dicono preoccupate per l’“eventuale inquinamento delle acque” e lamentano che le organizzazioni di categoria non sono state coinvolte nel progetto



POMARANCE — Dopo le recenti notizie dell'inchiesta sui traffici illeciti di rifiuti pericolosi, diverse aziende agricole ed agrituristiche della Val di Cecina hanno espresso forti dubbi e preoccupazioni in merito al previsto ampliamento della discarica del Bulera, già sottoscritto dall'amministrazione comunale di Pomarance.

Le aziende, firmatarie di una nota stampa, spiegano i motivi delle preoccupazioni: “La discarica di Bulera è situata in prossimità del torrente Possera, uno dei più importanti affluenti del Cecina, che attraversa tutta la Val di Cecina e questo preoccupa le aziende per un eventuale inquinamento delle acque, che produrrebbe un grosso pericolo per l'intera area, per chi ci lavora, ci vive e non per l'ultimo per un intero ecosistema, essendo inoltre la zona classificata area a rischio sismico e vincolo idrogeologico”.

Inoltre, come aziende agricole del territorio che lavorano con le risorse della natura, lamentano che le organizzazioni di categoria non sono state coinvolte dagli enti preposti per la valutazione del progetto.

“Molte aziende agricole - si legge ancora nella nota - sono riuscite a contrastare la forte crisi investendo nel settore turistico, creando strutture ricettive, che sono risultate fondamentali per lo sviluppo economico di tutto il territorio e per il mantenimento del paesaggio, altrimenti destinato al degrado e all'abbandono.

Auspichiamo - concludono le aziende - che tutti gli enti e tutte le istituzioni tutelino, indipendentemente dalla politica e dagli interessi economici, la nostra zona e la nostra salute, rivedendo le decisioni già prese in merito all’ampliamento, vigilando sulla corretta gestione della discarica già esistente e valutando eventuali sistemi innovativi per la gestione dei rifiuti con un ridotto impatto ambientale (già esistenti in altri paesi europei) per un miglior ritorno di immagine di tutto il territorio”.



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