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Attualità lunedì 19 dicembre 2016 ore 16:40

Bulera, "Pochi controlli e qualche ricatto"

Un ex dipendente accusa la Società Chimica di Larderello

Un ex dipendente della Società Chimica Larderello ne denuncia il "carattere ricattatorio" e sulla discarica accusa le istituzioni di miopia



POMARANCE — "Sulla questione discarica sia il Pd che Insieme per cambiare si sono vicendevolmente alternati nell’utilizzare la discarica come argomento nelle varie campagne elettorali, salvo poi assecondare la Scl nelle sue continue richieste ma senza verificare se le promesse fatte (nuovi investimenti, sistemazione degli impianti ecc) andavano a buon fine".

Luigi Cerri, ex dipendente della Società Chimica Larderello (Scl) ed ex consigliere comunale di Rifondazione Comunista, parla della discarica di Bulera. Lo fa dopo l'annuncio di un gruppo di cittadini intenti a raccogliere firme per chiedere alla Regione Toscana e all’Amministrazione locale che non venga concessa l’autorizzazione alla Scl di prorogare, oltre i livelli a suo tempo stabiliti, il conferimento di rifiuti nel sito di Bulera.

Per Cerri il pericolo è che la fabbrica tolga le tende una volta che il sito abbia cessato d'essere produttivo. Non solo. L'ex consigliere pone l'accento sulla necessità d'informare i cittadini su ciò che prevede la riprofilatura della discarica, i tempi e le opere previste per la realizzazione e far conoscere, con una relazione pubblica da parte di Arpat, quale sia il soggetto incaricato dall’Amministrazione comunale ai controlli dei conferimenti, le attività e condizioni di sicurezza della discarica stessa.

"Vorrei ricordare che quando sette anni fa Insieme per Cambiare si insediò al governo di Pomarance - puntualizza Cerri - pensò bene di chiedere alla Scl un contributo economico sulle quantità di rifiuti conferiti, proposta alla quale in qualità di consigliere Comunale mi opposi perché avrebbe in qualche modo sollecitato appetiti e non solo, avrebbe aperto alla disponibilità di risorse (oltre quelle già sostanziose provenienti della Geotermia ) per tutta una serie di iniziative che, anche ad oggi, sinceramente credo meriterebbero una selezione più attenta e mirata".

Cerri se la prende direttamente anche con la società chimica, accusando le istituzioni di miopia: "Quello che ai nostri amministratori a tutti i livelli sfugge è il carattere ricattatorio con il quale la Scl pretende di essere assecondata, senza verificare con la dovuta attenzione sia il rispetto degli accordi relativi alla situazione impiantistica, sia gli aspetti di sicurezza ambientale e di rispetto per il personale occupato che, cosa non secondaria, risulta essere continuamente vessato e trattato non come persone ma semplicemente come subordinati da punire e impaurire ricorrendo continuamente ad ammonizioni e sospensioni in una assenza preoccupante del sindacato".

"In questa situazione - conclude l'ex dipendente della Scl - diventa sempre più realistica l’ipotesi che finché la gallina (la discarica) sarà in grado di fare quattro uova si può stare tranquilli, ma una volta ottenuto il massimo possibile, sarà abbastanza facile prevedere quello che molte altre fabbriche hanno già fatto: lasciare il pollaio e migrare per altri lidi. Se poi si aggiunge che la Scl è già proprietaria di una fabbrica simile a quella di Larderello in Argentina le preoccupazioni non sono campate in aria".

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