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Lavoro martedì 07 gennaio 2020 ore 17:02

La Cgil in difesa degli infermieri

Dopo la questione sollevata da Democrazia civica sul ruolo degli infermieri nelle due Case della Salute pomarancine è intervenuto il sindacato



POMARANCE — La Funzione pubblica Cgil, con le parole di Mario Di Maio, segretario Sanità Pubblica è intervenuta in relazione agli articoli di questi giorni "relativi ad una presunta necessità di riorganizzare il servizio infermieristico domiciliare nelle Case della Salute di Pomarance e Castenuovo, estendendolo anche al fine settimana, riteniamo necessario fare alcune precisazioni".

Secondo Cgil quanto viene comunicato "attraverso lo scontro politico locale appare approssimativo e distorto. Lascia intendere che l’attuale attività svolta dagli infermieri impegnati sul territorio, sia inefficace ed insufficiente ai bisogni dei cittadini. Intanto vorremmo valorizzare l’attuale organizzazione e la qualità del servizio erogato dal personale infermieristico sia al domicilio, sia nelle CdS. Il personale ci risulta impegnato proficuamente con attività programmate per l’intera giornata dal lunedì al sabato mattina, oltre a prevedere, nel caso fosse necessario, come ad esempio per terapie non rinviabili al lunedì successivo, assistenza al sabato e domenica".

"Nel fine settimana nelle cds è presente la guardia medica, alla quale la normativa attribuisce anche competenze di tipo infermieristico. Le nuove disposizioni della Regione Toscana con recente delibera, attribuiscono sempre più all’infermiere un ruolo fondamentale in un modello assistenziale di famiglia e di comunità, svolgendo il servizio personalizzato al cittadino, presso il domicilio". 

Per Di Maio di Cgil "un'eventuale riorganizzazione, deve sempre partire da una rilevazione dei bisogni del cittadino e quindi da progetti concreti e sostenibili e non su semplici concetti legati all’articolazione degli orari di lavoro che, oltre tutto hanno per natura contrattuale, l’obbligo di avvenire di concerto con le organizzazioni sindacali". 

La Cgil ha fatto anche delle richieste ai politici locali: "Riaffermando quindi la peculiarità del servizio attualmente svolto dagli infermieri e dalla necessità di renderlo omogeneo su tutto il territorio dell’attuale SdS, saremo piuttosto soddisfatti se la politica locale si preoccupasse di attivarsi per riportare nelle CdS le attività specialistiche che si stanno perdendo in questi anni, oppure prodigarsi verso l’Asl e la RT, per l'attuazione degli impegni assunti rispetto all'area chirurgica, dato che gli interventi anziché aumentare, sono diminuiti. Suggeriamo quindi agli amministratori locali e d alla politica di adoperarsi fattivamente, affinché la specialistica ambulatoriale pubblica torni ad essere fruibile ai cittadini, che sempre di più sono costretti a trovare risposte, rivolgendosi a strutture private o nella migliore delle ipotesi in strutture pubbliche, lontane decine e decine di chilometri".


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