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Attualità mercoledì 01 luglio 2020 ore 17:06

"Discarica Bulera, chiediamo il tavolo di crisi"

L'esponente dell'opposizione Cavicchioli: "Si ha notizia di questa vendita strana e, pare, avvenuta senza il minimo confronto con le istituzioni"



POMARANCE — Ilaria Cavicchioli, esponente di opposizione de La sinistra per Pomarance, è intervenuta per parlare della discarica di Bulera, le cui quote sono state cedute (l'80%) dalla Società chimica Larderello a Dimensione ambiente, società piemontese che si occupa di smaltimento dei rifiuti.

"È notizia di questi giorni - ha detto Cavicchioli - che la SCL ha venduto la discarica di Bulera. Dopo anni di ricatti sull'occupazione se non fosse stato autorizzato l'ampliamento, ritenuto essenziale per investimenti e assunzioni, si ha notizia di questa vendita alquanto strana e, pare, avvenuta senza il minimo confronto con le istituzioni e con la Regione in particolare".

"Nel contempo - ha aggiunto - giungono segnali dalla SCL di una forte caduta della domanda con sviluppi imprevedibili, e riferimenti a possibile ricorso a cassa integrazione generalizzata, sia pure per ora scongiurata. Ora, al di là della nostra nota posizione favorevole alla definitiva chiusura della discarica, ci sorprende che i soggetti coinvolti (Regione e Comune in particolare) non vedano l'urgenza di verificare, alla luce degli ultimi sviluppi, quale futuro attende la SCL".

Cavicchioli ha detto che La sinistra per Pomarance chiede "la convocazione urgente, da parte di Regione Toscana e Comune di Pomarance, del tavolo di crisi della Valdicecina" dove "la SCL venga formalmente chiamata a rispondere delle proprie azioni e degli impegni assunti". 

"Ricordiamo - ha concluso l'esponente di opposizione - che questo Tavolo nel recente passato ha consentito di risolvere alcuni importanti problemi per Altair, Smith, Salina ecc... I soggetti firmatari degli accordi oggi disattesi si devono assumere fino in fondo le proprie responsabilità. Non mancherà comunque il nostro fattivo apporto teso al mantenimento e allo sviluppo di una presenza produttiva e occupazionale storica come lo è quella della SCL in Val di Cecina".



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