Attualità Mercoledì 28 Gennaio 2026 ore 15:00
Discarica di Bulera, verso l'assemblea

Il sindaco elenca i punti chiave del possibile accordo per accorciare i tempi di chiusura della struttura. Temi che saranno discusse all'incontro
POMARANCE — “L’obiettivo principale della trattativa è l’accorciamento, forse il dimezzamento, dei tempi per arrivare alla chiusura definitiva del sito entro i limiti volumetrici già autorizzati, fissando un limite di tempo che non deve andare non oltre il 2030”. Così il sindaco di Pomarance, Graziano Pacini, ha elencato i punti chiave del nuovo accordo per la discarica di Bulera, attualmente in fase di definizione tra Comune, Regione Toscana, Arpat, SclAmbiente e consulenti dell’Università di Bologna.
“Senza questo nuovo passaggio – ha aggiunto il sindaco - l’attività della discarica avrebbe potuto proseguire fino al 2034, seguendo esclusivamente le convenienze del gestore. Al 31 Dicembre 2025 restano da conferire circa 480mila tonnellate. Abbiamo però ipotizzato di non superare le 100-110mila tonnellate annue per evitare lo scarico notturno, più difficile da controllare, con la previsione di intensificare i monitoraggi di Arpat. Il piano aprirebbe la possibilità di coprire la quota principale dei volumi mancanti con i fanghi provenienti dalle attività geotermiche locali, limitando al minimo gli ingressi di rifiuti da fuori zona, che dovrebbero comunque provenire prevalentemente dall’ambito regionale”. Questo tema dell’accordo tra la proprietà e le istituzioni per la gestione del sito di stoccaggio di rifiuti e avviarlo alla chiusura sarà trattato stasera all’assemblea pubblica in programma sulla discarica di Bulera a Pomarance.
E poi c'è la questione economica. “La correzione del contributo al territorio, fissato a un minimo di 2 euro a tonnellata per il Comune e non più facoltativo – ha specificato Pacini - e non meno di 50mila euro annue alle associazioni, consentirebbe di coprire l’aumento della Tari per tutti i cittadini di Pomarance”.
Inoltre, resta, secondo le linee riassuntive del sindaco, l’impegno di SclAmbiente a erogare fino a 400mila euro ad Asa per il rafforzamento dello sbarramento sul Cecina a protezione dei pozzi. “Credo – ha concluso - che riuscire a riprendere in mano pubblica, del Comune, la gestione dei tempi per la definitiva chiusura, con più eque ricadute sul territorio fino a liberarsi definitivamente di questa ormai quasi cinquantennale ferita, non sia poca cosa”. L’amministrazione sta inoltre valutando la realizzazione di servizi igienici in area Pip, destinati agli autisti in attesa e resi pubblici, per migliorare il decoro della zona durante le ore di sosta notturna dei mezzi, in attesa dell'apertura della discarica la mattina successiva.
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