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Attualità lunedì 11 dicembre 2017 ore 07:05

Il comitato "No discarica" pronto a dar battaglia

Il comitato "No discarica del Bulera" ha preparato le sue obiezioni, in vista del consiglio comunale aperto di stasera al teatro dei Coraggiosi



POMARANCE — Con in prima linea il professor Paolo Mazzinghi, i pomarancini contrari al progetto della nuova discarica del Bulera si sono riuniti a fine novembre e hanno messo nero su bianco tutte le loro ragioni. Alla riunione erano presenti, fra gli altri, Rita Guidugli, Alberto DellOmo, Maurizio Marchi di Medicina Democratica e il consigliere comunale Marco Garfagnini.

Stasera tutte le obiezioni saranno fatte presenti al consiglio comunale aperto, convocato in via eccezionale al teatro dei Coraggiosi. Ne riportiamo le principali, come comunicateci dal professor Mazzinghi per conto cel comitato "No discarica del Bulera".

"La discarica di cui tanto si parla è attiva ormai dagli anni ‘80 del Novecento e in essa sono stati conferiti nel tempo varie tipologie di rifiuti, sia quelli dell’allora Società Chimica Larderello, 'prima proprietaria del sito', che quelli (scarti di lavorazione e fanghi) provenienti da altre fabbriche italiane ed estere; tutti hanno determinato, secondo alcuni dati sanitari regionali, cause di mortalità e malattie genito urologiche, in tutta la Valle del Cecina fino al mare".

"La discarica del Bulera è ubicata a pochi metri dal Torrente Possera, e gli sversamenti di tale discarica, possono inquinare con il tempo, se non lo hanno già fatto, le acque del Torrente stesso che è il maggiore affluente del fiume Cecina. E’ bene ricordare che alla confluenza del torrente con il fiume, protetta da un manufatto in cemento, che va dalla superficie del terreno fino a diversi metri sotto terra, c’è la stazione di pompaggio dell’acquedotto di Puretta, dal quale vengono emunte le acque per gli acquedotti di Volterra e di Pomarance, inoltre l’acqua nel suo tragitto fino a Cecina Mare viene prelevata per molteplici altri utilizzi".

"Tutta la preoccupazione del Comitato, contro la scelta della Regione e degli altri soggetti autorizzanti di questa nuova discarica, è che possa diventare una nuova bomba ecologica sopra una bomba ecologica".

"La gente deve sapere cosa ci hanno conferito fino ad oggi e ci conferiranno ancora per dieci anni, fino al nuovo protocollo: si tratta di 2 milioni e 960 mila tonnellate, di fanghi velenosi già in discarica, sui quali si aggiungeranno, nei prossimi 10 anni, con la ratificazione del protocollo stilato in questi giorni di novembre, un milione e 88 mila tonnellate di fanghi ancora più velenosi, tossici e nocivi per noi tutti che viviamo lungo tutta la Valle del Cecina”.

"Qualcuno ha detto che l’interesse non è certo solo politico, ma è esclusivamente economico e molto remunerativo. La Regione Toscana prenderebbe dalla Società Chimica Larderello, come negli accordi, per quelle tonnellate di robaccia che ci viene fatta ingoiare o bere, 25 euro a tonnellata (totale 25 milioni di euro), mentre il Comune di Pomarance che ha la discarica sul suo territorio, prenderebbe un po’ meno, molto meno!: 1 euro a tonnellata (totale 1 milione di euro), una elemosina per sorbirsi anche questa 'cacca fangosa' che puzza ed inquina, e che causa e causerà malattie oltre al già subìto amianto, anche questo già in discarica, sotterrato, lontano dai centri di potere della Regione Toscana”.



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