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domenica 16 giugno 2019

Politica giovedì 12 maggio 2016 ore 17:23

Rifiuti troppo cari, no al bilancio

Foto d'archivio

La Sinistra democratica tuona contro gli amministratori e li accusa di attuare una politica che ha portato a un costante aumento delle tasse



POMARANCE — "Diciamo No al bilancio di previsione tante volte, almeno tante quanto sono le spese assurde per raccolta e smaltimento dei rifiuti". Decisa protesta della Sinistra democratica di Pomarance rispetto all'approvazione del bilancio di previsione 2016.

Gli esponenti della Sinistra democratica hanno fatto esempi sulle proteste dei bilanci scorsi: "Potremmo ripetere tutti i motivi del nostro no come abbiamo fatto negli anni passati, dal fatto di non essere stati coinvolti in nessuna fase della redazione del bilancio fino al permanere di investimenti che non condividiamo, dal non riuscire ad attrarre nessun finanziamento europeo (nonostante l’enorme disponibilità di risorse) fino al costante aumento delle tasse, dallo slittamento di anni di lavori importanti fino alla mancanza di interventi di ampio respiro".

"Quest’anno una cosa in più salta agli occhi - hanno tuonato - l’aumento medio del 30 per cento delle tasse sullo smaltimento dei rifiuti. Inoltre è stato ventilato, senza farci vedere nessuna simulazione, che questo aumento per le famiglie oscillerà dal 20 fino al 40-50 per cento, completamente assurdo da parte di chi si è già vista raddoppiare la tassa due anni fa. Chiusura e post mortem di Buriano, conferimento a Peccioli, estensione della raccolta porta a porta sono i motivi additati da chi gestisce il Comune da sette anni, problemi noti a tutti che non si sono voluti gestire in nessun modo". 

Secondo l'opposizione il problema principale "è evidentemente la mancanza di risultati sulla raccolta differenziata. Nonostante quel che si dice i risultati sono decisamente sotto le aspettative. Differenziazione circa al 40 per cento (1453 tonnellate differenziate, 2053 tonnellate a smaltimento) di cui la maggior parte non viene dallaraccolta porta a porta (665 tonnellate di sfalci). Tra carta, plastica e multimateriali si recuperano poco più di 510 tonnellate, comprendendo anche le quantità raccolte nell’isola ecologica e di quella metà del comune che non è servito dal porta a porta". 

"In compenso - hanno ripreso - le spese sono salite, con il passaggio da Tarsu a Tares, da 900mila a circa 1,2 milioni di euro e quest’anno invece supereranno 1,5 milioni. In compenso, nonostante le nostre interrogazioni, le nostre proposte e le dichiarazioni dell’assessore, non è stato fatto niente per limitare questa spesa e per migliorare la differenziazione"

Alla base dei costi alti, secondo Sinistra democratica "Nessuna separazione fra umido e indifferenziati, nessun tentativo di sensibilizzazione sul corretto smaltimento e sull’uso dei sacchetti, nessun intervento sanzionatorio o quantomeno di richiamo verso chi non effettua una corretta raccolta differenziata, nessuna programmazione di investimenti o interventi per la riduzione dei quantitativi da portare a discarica, nessun sistema di verifica dei kg di rifiuto prodotti. Inoltre, dopo anni che chiediamo interventi a sostegno delle famiglie con disabilità certificata (legge 104), questa viene inserita all’interno del regolamento Tari. Cosa importante, l’assurdo è che questo aiuto non lo dà il comune ma noi contribuenti in quanto la spesa viene ripartita su tutti gli altri. Analogo, ma secondo noi ingiustificabile, è un ulteriore sconto concesso alle attività commerciali iscritte al centro commerciale naturale. Nessuno mette in dubbio che si debbano trovare forme di sostegno per il mantenimento delle attività commerciali, ma non condividiamo che siano tutti i contribuenti a pagare per un aiuto del genere. Se vogliamo andare fino in fondo, partendo dal punto di vista che è assurdo che un metro quadro residenziale preveda una produzione di rifiuti maggiore di un metro quadro di un bar, riteniamo che sarebbe stato molto più importante andare a sostenere le famiglie. La norma, che la delibera approvata da IpC richiama, è chiara. L’obiettivo dovrebbe essere chi inquina paga, ma alla giunta di Pomarance evidentemente questo sistema non deve piacere".



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