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venerdì 19 aprile 2019

Lavoro sabato 19 maggio 2018 ore 10:28

Stop amianto a Bulera, posti di lavoro a rischio

La Società cooperativa Ciclat Val di Cecina potrebbe licenziare 21 operai specializzati, in caso di prolungata chiusura della discarica



POMARANCE — Sul caso discarica discarica di Bulera, già al centro di una guerra fra chi ne vorrebbe la chiusura e chi l'ampliamento, a cominciare dal gestore Scl Italia Spa, ora interviene anche la Società cooperativa Ciclat Val di Cecina. La coop pomarancina, con un lungo comunicato, avverte: se a breve non sarà possibile tornare a stoccare amianto a Bulera saremo costretti a licenziare. Da qui l'appello alle istituzioni del territorio, per salvare i posti di lavoro e per dare nuovo impulso alla rimozione dell'amianto, in passato ampiamente utilizzato negli impianti geotermici. 

Di seguito il comunicato. 

"La nostra cooperativa nasce nel 1985 sotto il nome di Giovane Idea Soc. Coop. per poi cambiare denominazione societaria nel 2002 in 'Ciclat Val di Cecina Soc. Coop.'.

In pochissimo tempo dalla sua nascita, si afferma da subito tra le maggiori imprese della zona. Ad oggi la cooperativa conta all’attivo oltre 400 unità impegnate nel settore terziario avanzato qualificando di fatto questa realtà tra quelle più significative nel panorama intercomunale e Regionale. Tra i maggiori committenti annoveriamo Enel S.p.A. e Altair Chimica S.p.A.

L’attività professionale si concentra su vari settori: servizi di pulizia civili e industriali, sanificazione ambientale, manutenzione aree a verde, facchinaggio, ristorazione e portierato, assemblaggio pezzi meccanici, movimentazione terre, bonifiche ambientali da amianto.

Proprio su quest’ultimo settore, a partire da Febbraio 2017 con la chiusura della discarica di Bulera, si è registrata una forte flessione a causa dell’interruzione dell’attività dello smaltimento di amianto. Questa attività lavorativa conta 21 operai specializzati che la nostra cooperativa ha provveduto a formare negli anni; preme sottolineare che la rimozione e lo smaltimento delle terre contaminate da amianto richiede una forte specializzazione, che trova applicazione in buona parte nelle bonifiche richieste nell’ambito geotermico.

Ad ogni buon conto, giova precisare che la sospensione di questa specifica mansione sta generando da tempo una situazione anomala a cui la cooperativa sta cercando di fare fronte nel migliore dei modi grazie al principio della solidarietà attivato da tutti i soci lavoratori.

Purtroppo, non ci sono le condizioni al momento per conferire questa particolare tipologia di amianto in altre parti d’Italia: sono in corso le fasi dell’iter autorizzativo che dovrebbero consentire di smaltire questo rifiuto in Germania. In questa concertazione è importante il ruolo di Enel Green Power, che si è mobilitata per monitorare e accelerare le procedure.

La Nostra Impresa ha -fin dal primo momento- richiesto la cassa integrazione in deroga, ma non è stata concessa, pertanto si è reso necessario un piano di riorganizzazione interna con azioni strategiche volte a riassorbire il personale in altri settori. E’ opportuno ricordare che azioni di questa natura hanno carattere transitorio: il protrarsi di una situazione di così forte disagio potrebbe portare, nostro malgrado, a provvedimenti più drastici.

Il territorio della Val di Cecina risulta tutt’oggi interessato dalla criticità dell’amianto, soprattutto nel paese di Larderello, dove la presenza delle industrie legate al settore geotermico ed ex boracifero, non hanno risparmiato l’impiego di questo materiale estremamente versatile e dotato di una buona resistenza termica elevata.

Riteniamo che l’attività della bonifica di amianto, oltre a valorizzare una professionalità per la nostra cooperativa, costituisca parimenti un baluardo che contribuisce alla riqualificazione ambientale di aree importanti del Nostro territorio. Proprio per questo motivo vogliamo che tutte le istituzioni si facciano carico di questa problematica, cercando di trovare le migliori soluzioni per contemperare gli interessi lavorativi e ambientali, entrambi fondamentali per il futuro della nostra zona".



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