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venerdì 22 febbraio 2019

Attualità sabato 28 aprile 2018 ore 12:08

Bulera, denuncia per due membri del comitato

Lo ha annunciato Bianchi: "Uno denunciato l'altro diffidato da Scl. Se pensano di intimidirci si sbagliano di grosso. No all'ampliamento"



POMARANCE — Angelo Bianchi del Comitato no discarica Bulera ha reso noto che "due membri del Comitato contro la discarica del Bulera sono stati oggetto, da parte della direzione SCL, uno di diffida ed uno di denuncia, per danni (secondo loro) arrecati all'immagine di questa società; immagine "limpidissima" che questa azienda si è conquistata nel corso degli anni a partire dal 1966 quando è cominciata la gestione con questo marchio".

"Se questi signori - ha ripreso Bianchi - credono con queste minacce di dividere e di intimidire, mettendo a tacere il dissenso, si sbagliano di grosso. Il comitato unito, intento a contrastare il progetto scellerato di ampliamento della discarica che si tenta di perseguire, gode del consenso e dell'appoggio concreto di larghi strati della popolazione non solo di Pomarance, ma dei vicini comuni di Volterra e di Casole d'Elsa ed anche della Bassa val di Cecina".

"Se si guarda, appunto, alla storia di questa azienda - ha proseguito Bianchi - vorremmo sapere che danno di immagine i dirigenti SCL abbiano da lamentare, quando il torrente Possera è stato considerato come una fogna, scaricando tutti i fanghi derivanti dalla lavorazione della colemanite finché non venne imposta la realizzazione di questa discarica per altro ubicata in un posto veramente infelice. A seguito delle esondazioni di questo torrente, melme nere e puzzolenti si sono riversate nei campi causando non pochi danni agli agricoltori, portando inquinanti di cui potrebbe esserci ancora la persistenza. A questo riguardo verranno programmate analisi adeguate. Bisogna sottolineare anche che per diversi anni si sono verificati l'assenza della fauna ittica e danni alla vegetazione delle sponde del torrente e non solo. Anche ora si lamenta l'assenza dei pesci: sarà un'emergenza stagionale oppure sarà che i pesci sono più sensibili alla bontà dell'acqua delle strumentazioni moderne?".

Dal Comitato hanno detto ancora: "Che danni di immagine devono ancora lamentare questi signori, quando durante la gestione aziendale dell'ente pubblico, sono stati realizzati scioperi per denunciare la gestione arrogante, miope e non sempre chiara della dirigenza. Scioperi organizzati da rappresentanti sindacali che invece ora si sono fatti paladini dell'attuale padrone. Ci dispiace trovare sulla sponda avversaria in questa lotta, persone che hanno condiviso con noi altre iniziative, ma, d'altro canto, considerando certe assurde prese di posizione, ci sentiamo orgogliosi quando pubblicamente ci apostrofano come "coglioni"(sic) con un gesto di raffinata gentilezza e di notevole rispetto personale. Forse dà più garanzia questa cordata finanziaria perché ha fatto promesse circa l'occupazione e lo sviluppo del territorio? A quanto ci risulta non esiste un piano industriale credibile di cui venga assunta, con gli organismi preposti, piena responsabilità; ma la prospettiva più credibile è quella che si voglia fare un buon dividendo tra gli azionisti attraverso la discarica, accogliendo rifiuti pericolosi da ogni dove, quando praticamente gli impianti produttivi dell'azienda non ne hanno più necessità".

"La Regione Toscana - ha ripreso Bianchi - ha autorizzato l'ampliamento di questa discarica perché non esistono nella regione altri siti dove stoccare questo tipo di rifiuti. A quanto sappiamo però, l'ente regione, a tutt'oggi non ha predisposto un piano organico per le discariche, quindi ci sembra troppo comodo dare queste autorizzazioni. Si dice che questa discarica è perfettamente controllata, e sarà anche così, ma chiediamo alle strutture pubbliche che hanno dato le autorizzazioni all'ampliamento per la durata di altri 9 anni, di promuovere un incontro con la cittadinanza, in cui i tecnici che hanno dato il via libera a questo progetto, diano informazioni sugli strumenti messi in atto e conseguentemente documentate garanzie, che di fronte a sismi di notevole intensità (dall'inizio dell'anno se ne sono registrati numerosi di piccola e media intensità) e di fronte a bombe d'acqua, non vengano provocati smottamenti o sversamenti nel torrente Possera, che si trova al di sotto della discarica di circa 200 metri e che va poi a confluire nel fiume Cecina a poca distanza dalle pompe dell'acquedotto che alimenta Pomarance e Volterra".

In conclusione: "Non ci sono ragioni valide perché questa discarica continui ad essere una minaccia per questa zona. Sono più di 30 anni che vive, per cui ci sembra che il nostro territorio abbia dato abbastanza e già le amministrazioni locali, sindacati, provincia, regione, più di 10 anni fa, ne avevano deciso la chiusura e l'amministrazione attuale ne aveva ravvisato la necessità impostando la campagna elettorale per la conquista del comune di Pomarance. Poi incomprensibilmente i rinnovi, di fronte per di più, a riduzioni drastiche del personale impiegato. Si vorrebbe conoscere con chiarezza anche se l'accantonamento a carico della società che gestisce la discarica, previsto dalla legge, per la gestione post mortem della discarica stessa, è stato regolarmente depositato. Facciamo particolarmente appello al sindaco del comune di Pomarance, sindaco di tutti i cittadini, che si faccia promotore per l'organizzazione dell'incontro pubblico con i tecnici deputati alle autorizzazioni, in modo che venga rassicurata la popolazione di fronte ai rischi che precedentemente abbiamo segnalato e che costituiscono una preoccupazione diffusa".



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