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Cultura mercoledì 12 novembre 2014 ore 06:50

Sia riconosciuto il successo del teatro in carcere

Armando Punzo e il ministro Orlandi

Quella della Compagnia della Fortezza è un'esperienza che dopo 26 anni ha bisogno che ne sia assicurata la sopravvivenza in modo stabile e continuativo



VOLTERRA — “E' la prima volta che un Ministro della Giustizia si esprime su un argomento come questo pubblicamente, dicendo quello che pensa: adesso bisogna vedere cosa succede, perché non sono cose immediate, intanto portiamo a casa questo risultato che è importante.”. E' un segnale forte, come spiega lo stesso fondatore e direttore Armando Punzo, quello dato domenica scorsa a Pisa dal ministro della Giustizia Andrea Orlandi alla Compagnia della Fortezza. Il guardasigilli, che ha assistito allo spettacolo dei detenuti attori al teatro Verdi, non solo ha elogiato il lavoro che viene svolto a Volterra, ma si è impegnato a parlare con il ministro Dario Franceschini per la valorizzazione di questo progetto.

Ma che cosa chiede la Compagnia della Fortezza? Oltre ad uno spazio fisico destinato al teatro dentro il carcere, chiede un riconoscimento per questi 26 anni di lavoro che la renda definitivamente e continuativamente stabile.
“La questione fondamentale – spiega Punzo - è la stabilizzazione della nostra esperienza: tutto questo va avanti in una situazione di precariato assoluto, ogni volta ci siamo e non ci siamo, ogni anno non si sa se lo rifaremo, poi tutto viene riconfermato, ma non c'è nulla di sicuro”. “C'è bisogno di avere un'assicurazione di continuità in questo lavoro – aggiunge – che non può essere messo in discussione ogni stagione, ad esempio se cambia un funzionario o un'amministrazione”.
Il suo fondatore ricorda che “la Compagnia non è una cosa nata l'altro ieri: sono quasi 30 anni di lavoro con risultati importanti su tutti i fronti, sia dal punto di vista, carcerario che culturale e artistico”. “Il periodo di ricerca, di sperimentazione, è stato ampiamente superato – spiega - tutto dimostra che è efficace quello che facciamo”. Allora sembra chiaro che “se veramente la Compagnia della Fortezza è ritenuta così importante e da 26 anni viene sostenuta e finanziata, a questo punto deve essere stabilizzata”.
Il direttore Punzo chiede, quindi, “che sia dato un sostegno maggiore per la stabilizzazione della Compagnia” e che deve venire dagli stessi che contribuiscono economicamente ed hanno sostenuto l'attività in tutti questi anni. La stabilizzazione dipende, cioè, da un serie di soggetti: “la Regione Toscana, gli enti locali coinvolti ed il Ministero della Cultura”.

C'è poi la richiesta di un'opera fisica, cioè la realizzazione di un teatro dentro l'istituto penale di Volterra la cui competenza è, invece, del Ministero della Giustizia. “Chiediamo un prefabbricato da posizionare all'interno del carcere, ma in questo non c'è niente di strano – spiega Punzo - tantissime carceri in Italia hanno un teatro o uno spazio polivalente al loro interno, è una cosa prevista e va visto esattamente come una cucina, come un campo da calcio, come una struttura interna al carcere, come normalmente accade”.
A Volterra, trattandosi di una Fortezza Medicea con una struttura particolare, un teatro non c'è. “Noi chiediamo all'amministrazione penitenziaria – afferma il direttore - che Volterra, vista poi l'esperienza della Compagnia della Fortezza, non sia discriminata rispetto ad altri luoghi e che abbia uno spazio idoneo, che ci permetta di lavorare meglio di come facciamo oggi”.

Si attendono, dunque, risposte dagli organi competenti dopo le dichiarazioni di Orlandi. Intanto, Santo Genet, l'ultimo spettacolo dei detenuti attori, dopo Volterra, Milano e Pisa, sarà a Bologna e poi a Siena e non mancheranno le richieste da altri teatri. Ma la Compagnia della Fortezza ha bisogno che ne sia “assicurata la sopravvivenza” come spiega Punzo “non solo per le persone che ci lavorano, ma anche per il senso che ha quest'esperienza”.“Se questa è un'istituzione ritenuta ormai così importante – spiega il fondatore - va sostenuta come tante altre situazioni similari, compagnia, teatri, nonostante tutte le difficoltà che ci sono”. “E' opportuno che la Compagnia della Fortezza vada avanti e che non sia solo legata a me – conclude Punzo – vogliamo che resti anche oltre me e oltre quello che facciamo oggi”.

Alessandra Siotto
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