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Attualità giovedì 14 maggio 2020 ore 19:11

Ospedale, il Vescovo scrive alla Regione

Il Vescovo di Volterra Alberto Silvani

​Nelle scorse settimane, il Vescovo Silvani ha scritto al Presidente della Regione Enrico Rossi e al Presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani



VOLTERRA — Nelle scorse settimane, il Vescovo di Volterra Alberto Silvani ha scritto al Presidente della Regione Enrico Rossi e al Presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani circa la necessità di un potenziamento dell’ospedale di Volterra, anche sollecitato dalla richiesta che pubblicamente i sindaci della Valdicecina hanno rivolto alla Regione stessa in ordine al servizio di rianimazione/terapia intensiva.

"Gli avvenimenti di questi ultimi due mesi a livello nazionale e alcuni episodi a livello Iocale mi spingono ad intervenire con alcune considerazioni, che sono dettate unicamente da preoccupazione per ì nostri cittadini e le propongo nella prospettiva di aiutare chi si trova in situazione di disagio.

La grande politica, che non dipende nè da voi né da me, vuole far convergere tutto in grandi strutture. ll discorso vale per scuole, ospedali, servizi pubblici, parrocchie. Questa grande politica potrebbe benissimo chiamarsi anche miopia,perché non si capisce per quale scopo si faccia tutto il possibile per svuotare le campagne. Diceva un contadino, quasi celiando ma non troppo: bisogna lasciare il posto ai lupi, le persone sono di intralcio al sistema naturale (quale?).Non sono in grado di dire se la sapienza del contadino sia o no superiore a quella dì coloro che lavorano nei comitati scientifici, già abbiamo impiegato secoli per liberarci dai lupi, oggi dobbiamo sgombrare ìl campo perché tornino. E neppure sì comprende il risparmio economico che si può realizzare con l'accentramento: quello che sì risparmia nell'accorpare le strutture, si spende nel rimediare ai dissesti conseguenti all'abbandono della carnpagna. 

Le ciltà stanno scoppiando, ma non ci può essere ii ritorno alla campagna se qui mancano le strutture essenziali: strade, scuole, ospedali, pubblici uffici. Per quanto riguarda la sanità, non e possibile continuare a sostenere il modello di ospedale centralizzato ed elefantiaco, che non funziona quando manca un servizio efficiente sul territorio. Gli ultimi avvenimenti potrebbero essere un invito a rivedere alcuni parametri del passato, insinuando almeno il dubbio che quello che veniva dato per cosa ovvia, tale non era. 

Se Milano avesse i cortili che aveva negli anni 50, i bambini oggi non sarebbero rinchiusi. Se in Lombardia non ci fosse lo smog odierno.non ci sarebbero stati tanti casi di contagio. Confido che l'autorità che voi rappresentate sia preoccupata non solo del risparmio economico (che non è poi cosi evidente), ma anche della salute dei cittadini e dalla salvaguardia della natura. Chiedo scusa se mi sono permesso."



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