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Attualità giovedì 08 giugno 2017 ore 10:50

"Esclusi dal confronto sul nostro ospedale"

Il vicesindaco all'indomani dell'incontro con l'assessore regionale Saccardi:"Comportamento inaccettabile". Confcommercio aderisce alla manifestazione



VOLTERRA — "L’assessore alla sanità della Regione Toscana Stefania Saccardi - si legge in una nota del Comune di Volterra-  ha allontanato il vicesindaco di Volterra Riccardo Fedeli dall’incontro convocato a Volterra con i primi cittadini della Val di Cecina sulle questioni dell’ospedale della città etrusca". 

"Si tratta di un comportamento inaccettabile, contrario alle più semplici e condivise regole democratiche – commenta il vicesindaco Riccardo Fedeli -. L’assessore Saccardi escludendo dal confronto l’amministrazione comunale di Volterra ha, di fatto, estromesso dal confronto sulla sanità e il diritto alla salute tutti i cittadini di Volterra che hanno a cuore da mesi le sorti del loro ospedale. Invece che prendere sul lato personale la pacifica protesta del sindaco Buselli, spieghi piuttosto ai cittadini perché più volte invitata ai Consigli comunali aperti sui temi della sanità si sia sempre rifiutata di partecipare e perché invece si sia presentata al confronto solo a due giorni da una manifestazione che chiederà di fare chiarezza una volta per tutte sul destino dell’ospedale e più in generale sui temi della riorganizzazione in materia sanitaria a Volterra e in tutta la Val di Cecina. Evidentemente  - conclude Fedeli- per la Regione Toscana esistono sindaci e territori meritevoli di ascolto e altri no".

Intanto Confcommercio Valdicecina, tramite il suo presidente Sergio Brizi, ha annunciato la sua adesione alla manifestazione del 10 giugno e il suo sostegno alla protesta del sindaco Marco Buselli: “Sosteniamo il sindaco e la città intera in questa legittima e giusta battaglia per difendere l'ospedale di Volterra - spiega il presidente Brizi - Ci sono molte ragioni perché il presidio ospedaliero debba mantenere le proprie funzioni fondamentali e ripristinare alcune di quelle già smantellate. La prima è di carattere sociale: faccio un esempio, impedire ad un volterranno di nascere nella propria città significa ipso facto frantumare e disperdere una identità millenaria e di appartenenza orgogliosa ad un territorio. Esistono motivi di sicurezza: considerando la viabilità fatiscente, inadeguata, e non certo all'altezza della situazione, con la quale Volterra è collegata rispetto al resto del mondo, in caso di emergenza l'ambulanza deve percorrere 35 chilometri per raggiungere Poggibonsi e addirittura 40 per arrivare a Pontedera, a partire, ripeto, da una viabilità totalmente inadeguata. Esistono motivi di carattere economico: Volterra è una città turistica, famosa in tutto il mondo per la sua storia e le sue bellezze, e per nessuna ragione può permettersi il lusso di non aver un efficace presidio di pronto soccorso e di pediatria. Il turismo vero si fa rafforzando i servizi in termini quantitativi e qualitativi, certo non smantellando quelli già esistenti”.

La conclusione del presidente Brizzi è conseguente: “Difendere l'ospedale vuol dire difendere queste ragioni concrete e reali per questo sabato prossimo saremo presenti alla manifestazione, auspicando che le istituzioni chiamate a decidere, in primo luogo la Regione Toscana, intervengano affinché Volterra non sia privata del suo ospedale”.



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