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Cronaca sabato 21 giugno 2014 ore 22:50

Approvvigionamento idrico di Solvay: serve un piano per una soluzione definitiva

In dieci anni le opere previste non sono state realizzate e l'azienda continuerà ad attingere dal Cecina; le amministrazioni chiedono che sia realizzato l'invaso di Pian di Goro



VOLTERRA — “In dieci anni sono cambiate le cose, oggi ci sono altre conoscenze; in questo tempo non è stato fatto nulla di quanto previsto e, se serve, prendiamoci una deroga per fare, ma coerentemente con gli impegni presi al Tavolo Solvay, si deve riparlare del progetto nel suo complesso, della sicurezza di Saline, delle royalties delle concessioni minerarie, dell'occupazione che Ati Sale e Solvay dovevano dare in cambio dell'attingimento; si deve parlare della risorsa idrica ed il Cecina, se gestito bene, potrebbe essere in grado di fornire acqua sufficiente a tutti”. Questa le parole di Loris Martignoni, sindaco di Pomarance, in merito alla Conferenza dei Servizi chiesta da Solvay, che si è svolta ieri, 20 giugno, a Firenze.

La Conferenza dei Servizi. Nella Conferenza, alla quale hanno partecipato Martignoni presidente dell'Unione Montana dei Comuni e sindaco di Pomarance, Marco Buselli sindaco di Volterra, Sandro Cerri sindaco di Montecatini Val di Cecina, il Comune di Montescudaio, Solvay, Usl, Arpat e funzionari del dipartimento di studi sull'acqua della Regione Toscana e della Provincia di Pisa, è stato richiesto ed ottenuto da Solvay il rinvio di due prescrizioni che erano contenute nelle concessioni minerarie in scadenza nel 2014, rispetto all'attingimento idrico dal fiume Cecina. Le prescrizioni sospese, altrimenti avrebbero previsto la scadenza delle concessioni minerarie e, di fatto, bloccato l'attività industriale, mettendo probabilmente a rischio anche i posti di lavori di circa 2mila persone. L'azienda avrebbe dovuto dimezzare l'approvvigionamento idrico dal fiume dal 15 giugno al 15 ottobre, ma con la sospensione, continuerà ad attingere dal Cecina, come, di fatto, è stato negli ultimi anni.

L'approvvigionamento idrico. Il tema è quindi l'approvvigionamento idrico dell'azienda: l'acqua che la Solvay attinge serve per trasformarla in salamoia, viene pompata all'interno del bacino del sale e ne esce salamoia che viene portata nello stabilimento per produrre soda.

Le opere non realizzate. Le concessioni sull'utilizzo del Fiume Cecina, risalenti al 2004, erano subordinate al fatto che in questi 10 anni fossero realizzate delle opere per garantire a Solvay un approvvigionamento idrico diverso. Attività come l'invaso di Puretta, il progetto Hydro-s dei laghetti di Montescudaio, l'attingimento dal lago di Santa Luce. Dei vari progetti, in questi dieci anni, ne è stato realizzato soltanto uno, quello denominato Aretusa che prevedeva l'impegno di Solvay con Asa per recuperare l'acqua dal depuratore di Rosignano, i cui costi però si sono rivelati alti e poco vantaggiosi economicamente per Solvay.

Tutte le altre opere non sono state realizzate per varie ragioni: su Puretta, ad esempio, c'è stato il ricorso di Italia Nostra e del WWF sul quale il Tar non si è ancora pronunciato, sul progetto Hydro-s c'è stata l'ordinanza dell'ex sindaco di Montescudaio Aurelio Pellegrini che ha impedito di fatto l'uso dei laghetti.

Il nuovo progetto. Adesso Solvay ha presentato un progetto diverso per l'approvvigionamento idrico: chiede di realizzare 6 pozzi nell'alveo del Cecina nella zona riservata all'aspirazione industriale, nei pressi di Ponteginori. Il progetto sarà sottoposto alla Valutazione di Impatto Ambientale.

Il fiume Cecina. Tutte le amministrazioni interessate, tranne Volterra che voleva che le concessioni fossero revocate, hanno acconsentito, quindi, alla sospensione delle prescrizioni. Una decisione presa anche alla luce delle nuove conoscenze sul fiume: sono stati fatti 3 studi dalla Regione Toscana secondo i quali il Cecina avrebbe l'acqua per poter soddisfare tutte le necessità. E' stato fatto un piano di attingimento dove le risorse idriche potabili hanno la preminenza: in certe zone si fa solo l'attingimento per le risorse umane, in altre, dove l'acqua è più inquinata, si fa solo estrazione a scopi industriali. Secondo queste valutazioni, che saranno sottoposte ad ulteriore verifica, rispetto a 10 anni fa, è cambiato il bilancio idrico del Cecina: quella che viene chiesto di mungere attualmente, sarebbe meno della metà di quella che potrebbe essere usata, garantendo comunque lo scorrimento del fiume e l'acqua potabile per le popolazioni dell'Alta val di Cecina

Le richieste delle amministrazioni. I Comuni, nell'acconsentire alla sospensione delle prescrizioni, hanno però posto delle condizioni. Si tratta, innanzitutto, di una deroga limitata nel tempo e di pari passo con l'esame del nuovo progetto presentato da Solvay, i Comuni chiedono che vada avanti anche il Tavolo di concertazione tra l'azienda, le amministrazioni comunali e la Regione. Ormai sembra chiaro che non si faranno più le opere previste inizialmente, ritenute da molti irrealizzabili. Le amministrazioni sembrano disposte ad abbandonare Idro-S e Puretta e a consentire l'utilizzo del Cecina, ma chiedono in cambio la realizzazione del progetto di Pian di Goro, un grande invaso che forse garantirebbe sicurezza a tutti, inserito anche dal presidente Rossi nel piano regionale come grande opere contro la siccità. Su Pian di Goro, oltre a quelle di Regione e Comuni, potrebbero confluire le risorse di Solvay, alla luce della mancata realizzazione degli altri progetti. Una richiesta che, almeno dal punto di vista dei Comuni interessati, compenserebbe in parte le responsabilità dell'azienda e anche della Regione nelle mancanze di questi anni e che potrebbe portare ad una revisione complessiva del progetto per trovare, attraverso il Tavolo, una soluzione definitiva sulla vicenda, ormai estremamente necessaria.



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