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Attualità lunedì 01 dicembre 2014 ore 17:41

Fondi per i libri ai detenuti che studiano

Una delibera regionale stanzia 4mila euro anche per il carcere di Volterra destinati ad acquistare i libri per chi frequenta corsi di istruzione secondaria superiore



VOLTERRA — 'Tra le righe' è un progetto per aumentare la dotazione di libri nelle carceri toscane e oggi la Giunta Regionale lo ha approvato destinandovi 86 mila euro che serviranno per due obiettivi: 45 mila per costituire "micro-dotazioni librarie" di testi stranieri nelle dieci lingue più parlate all'interno delle carceri toscane; 41mila per acquistare libri di testo da concedere ai detenuti che frequentano, come nel carcere di Volterra, percorsi di istruzione.

Nel dettaglio, la delibera prevede di acquistare doti librarie pro-capite per ciascun detenuto iscritto ai corsi di istruzione primaria e secondaria di primo e secondo grado: stabilito un budget di 4mila euro per ciascuno dei quattro istituti con il più alto numero di partecipazione ai corsi di istruzione secondaria superiore. Tra questi, insieme a Prato, San Gimignano e Porto Azzurro c'è anche Volterra. In budget di 3 mila euro andrà ai detenuti di altri 5 istituti: Sollicciano, Gozzini, Livorno, Massa e Pisa. Gli altri 10 mila euro sono ripartiti fra i singoli Istituti di pena per i corsi di istruzione primaria e secondaria di primo grado.

Sono 25, nei 18 istituti penitenziari toscani, le biblioteche: dai 66.348 titoli presenti si è passati ai 75.605 di quest'anno, ma con una lacuna significativa. A fronte di una popolazione straniera che ha raggiunto una media del 47,76% (1.610 detenuti presenti su 3.371 al 31 luglio scorso) e che riguarda 80 nazionalità con un ampio ventaglio linguistico, i testi in lingua straniera sono, infatti, soltanto poche centinaia. Ecco dunque il senso della delibera: acquistare testi di narrativa contemporanea e saggistica nelle 10 lingue più diffuse: arabo, albanese, rumeno, serbo, russo, spagnolo, cinese, portoghese, francese, inglese, in base alla concreta consulenza dei docenti impegnati nei corsi di formazione realizzati dentro le carceri.

"La delibera - sottolinea Emmanuele Bobbio, assessore toscano all'Istruzione - può essere letta anche con riferimento alla inchiesta che Report ha trasmesso ieri sera sulle nuove strade da percorrere per favorire percorsi lavorativi di detenuti oggi troppo spesso costretti a una sconfortante inattività: anche nelle carceri sono fondamentali azioni congiunte fra istruzione, formazione, orientamento e lavoro; nelle carceri, in particolare, lo sono in modo da contribuire a rendere effettiva la funzione rieducativa che la nostra Costituzione attribuisce alla pena".

'Tra le righe' attua un protocollo tematico già approvato a metà dello scorso aprile ed è firmato da Regione Toscana, Ufficio Scolastico Regionale del Miur e Provveditorato regionale dell'Amministrazione Penitenziaria per la Toscana.



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