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Attualità martedì 03 novembre 2015 ore 19:25

Il Ministero interviene sul museo di Sasso Pisano

Le terme di Sasso Pisano

La risposta del Mibact alla senatrice Petraglia: nessun pericolo di degrado per gli oggetti, ma quei locali saranno destinati ad altre esposizioni



CASTELNUOVO VAL DI CECINA — Il Ministro dei Beni culturali ha risposto all'interrogazione parlamentare dell'onorevole Alessia Petraglia (Sel) riguardo alla realizzazione del complesso denominato "Museo delle Arti e dei Mestieri della Toscana 'Gualerci Nicola"' di Sasso Pisano nel Comune di Castelnuovo Val di Cecina.

LA RISPOSTA DEL MINISTERO. "Il parere per la concessione del patrocinio da parte del Ministero per l’inaugurazione della raccolta museale - rispondono dal dicastero di Franceschini a Petraglia - fu espresso nel gennaio 2011 dall’allora Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici per la Toscana, che accolse favorevolmente la pregevole iniziativa dell’esposizione proprio in virtù del fine di raccogliere oggetti di uso quotidiano e attrezzi di vari mestieri quale testimonianza e documentazione di arti e mestieri e del passato artigianale nazionale, dal grande valore sociale ed educativo". 

"I lavori di ristrutturazione dell'edificio destinato ad accogliere la collezione - si legge nella risposta scritta del Minsitero - si sono conclusi nel 2014; tuttavia l'amministrazione comunale, riferisce la competente Soprintendenza, non ha potuto passare alla successiva fase del progetto (allestimento museale) per il blocco dell'acquisto degli arredi, disposto dalle norme in materia di spesa degli enti locali (cosiddetta "spending review"). Successivamente, nel corso del 2015, il Comune ha stipulato una convenzione con l'associazione culturale "la Fumarola" (con contestuale richiesta di finanziamento inoltrata al "GAL-Etruria") per assegnare ad essa gli spazi inizialmente previsti per il museo; l'associazione ha quindi allestito in alcune delle stanze una mostra didattica di argomento mineralogico"

"Pare comunque intenzione del Comune - proseguono dal Ministero - di non proseguire nell'originario progetto museale e di destinare gli spazi ad accogliere gli oggetti etruschi provenienti dal vicino scavo dell'area archeologica del Bagnone"

Poi si entra nella questione dei materiali donati e destinati al museo: "secondo quanto riferito dal Comune, alla competente Soprintendenza, gli oggetti inizialmente destinati all'esposizione si trovano tuttora, almeno in gran parte, chiusi in scatole e quindi non risulta che vi sia pericolo di degrado da parte degli agenti atmosferici, quantomeno nel breve periodo".

"Tuttavia sarà cura del Ministero - conclude la riposta all'interrogazione - effettuare quanto prima, in maniera congiunta con i funzionari della Soprintendenza architettonica e paesaggistica per le province di Pisa e Livorno e con quelli della Soprintendenza Archeologica per la Toscana, una verifica dell'attuale stato di conservazione delle opere sottoposte a vincolo culturale".

IL COMMENTO DELLA SENATRICE. “La risposta del Ministero per i Beni e le attività culturali alla nostra interrogazione sulla realizzazione del complesso museale Gualerci Nicola a Sasso Pisano - dichiara la senatrice Alessia Petraglia commentando la risposta - mette in mostra alcuni dei problemi più gravi del nostro sistema museale diffuso, penalizzato dai tagli e dalla mancanza di progettualità"

"Un fatto singolare e grave, che stona col trionfalismo con cui, anche sulla scorta di Expo, ci si è precipitati subito a celebrare l’importanza della valorizzazione dei tesori nascosti nei nostri territori - prosegue l'onorevole di Sel - Dall’inaugurazione del 2011 ad oggi sono passati più di quattro anni, durante i quali la struttura che avrebbe dovuto ospitare la collezione è stata ristrutturata e abbandonata a se stessa, a causa della spending review che ha lasciato l’amministrazione comunale senza risorse per passare all’allestimento museale".

“Circa la condizione degli oggetti destinati all’esposizione, abbiamo avuto garanzia dal Ministero che essi non corrono pericoli quantomeno nel breve periodo – dice ancora  – In attesa di capire che cosa si intenda per breve periodo, auspichiamo che quanto prima la Soprintendenza provveda, come affermato dal Ministero, ad una verifica dell’attuale stato di conservazione delle opere sottoposte a vincolo culturale”.

“Di questa vicenda  rimane tutta l’amarezza per uno spreco di risorse che si sarebbe potuto evitare con un po’ di lungimiranza e attenzione da parte di tutti i soggetti coinvolti, a cominciare dal Comune di Castelnuovo Val di Cecina fino ad arrivare al Ministero che, nel 2011, patrocinò l’inaugurazione della struttura – conclude Petraglia – La raccolta di reperti etruschi evita di sprecare in toto un investimento, ma non solleva nessuno dalla responsabilità di aver agito senza un progetto e un piano culturale".



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