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Attualità mercoledì 16 dicembre 2015 ore 14:55

Un premio per il sentiero geotermico

La giuria internazionale del premio Architettura Alto Adige lo ha giudicato migliore opera realizzata da architetti altoatesini fuori provincia



CASTELNUOVO VAL DI CECINA — Ancora un prestigioso riconoscimento internazionale per la geotermia e per l’indotto turistico legato ai territori geotermici: il progetto di Sasso Pisano, con la centrale Enel Green Power “Sasso 2” e il sentiero “Energia e Vapore” che dalle fumarole di Sasso Pisano conduce a una “terrazza verde” che dà sull’impianto geotermico, è stato premiato come migliore opera realizzata da architetti altoatesini fuori provincia per il premio Architettura Alto Adige.

L’iniziativa è nata per valorizzare l’architettura altoatesina in ambito internazionale e quest’anno è stato aperta una sezione per progetti di architetti iscritti all’ordine di Bolzano, ma realizzati altrove: a questo proposito, il “Premio costruire al di fuori dell’Alto Adige" è infatti stato assegnato al progetto “Riqualificazione della Centrale Geotermoelettrica Sasso 2 con percorso turistico di visita, Sasso Pisano, Toscana” degli architetti Daniela ModerinieGiovanni Selano.

La giuria internazionale ha inteso premiare la realtà geotermica di Sasso Pisano perché “il progetto di riqualificazione del sito geotermico di Sasso Pisano fa riferimento a un’idea di paesaggio complessa che considera le trasformazioni infrastrutturali come parte integrante del territorio. L’obiettivo dichiarato del lavoro, quello cioè di coniugare la produzione industriale di energia con lo sviluppo turistico escursionistico e didattico viene raggiunto attraverso l’individuazione chiara e precisa degli elementi del progetto: aree di pertinenza, accessi, recinzioni, percorsi pedonali e carrabili, illuminazione. Una strategia silenziosa che fa ordine nell’impianto esistente e organizza lo sguardo del visitatore, informa l’intero intervento, da quello sulle preesistenze architettoniche, alla scelta dei materiali, al concetto di illuminazione. Un progetto lucido e sobrio per un tema di grande rilevanza e attualità”.

Complessivamente, tra le 166 opere inviate, sono stati sei i progetti premiati e dieci i menzionati selezionati dalla giuria composta da Donatella Fioretti, socia dello studio berlinese di successo BFM-Architekten e professoressa alla Technischen Universität Berlin; Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, architetta siciliana con grande esperienza nel progetto di restauro a cui tra l’altro è stata assegnata nel 2012 la Medaglia d’Oro alla Carriera della Triennale di Milano;Klaas Goris, da Gent (Belgio), socio dello studio di architettura Coussée & Goris architecten, professore alla Sint-Lucas Architecture Academy di Gent, frequentatore dell’Alto Adige in cui nel marzo scorso ha organizzato un seminario di progettazione con gli studenti.

“Ringraziamo Enel Green Power – ha detto l’architetto Daniela Moderini – per l’occasione che ci è stata data di mettere in pratica professionalmente un’idea di paesaggio che, come ha definito la giuria, considera le trasformazioni infrastrutturali come parte integrante del territorio”. Daniela Moderini è nata a Cles (Tn) e risiede a Merano (Bz), è iscritta all’Ordine degli architetti della Provincia di Bolzano, è architetto e docente universitario presso la Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara dove ha tenuto corsi di progettazione paesaggistica. Dal 2002 svolge attività di progettazione redigendo progetti di architettura e paesaggio legati allo sviluppo di produzione di energia da fonti rinnovabili.

“Il progetto e più in generale il turismo geotermico – ha detto Massimo Montemaggi, responsabile geotermia Enel Green Power – sono realtà possibili grazie alla collaborazione tra Enel Green Power, Istituzioni, Co.Svi.G., Comunità del Cibo a Energie Rinnovabili e Associazioni che operano per la valorizzazione culturale, turistica e sociale delle aree geotermiche”.



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