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Attualità giovedì 12 novembre 2015 ore 18:40

Da Volterra a Canicattì, per dire no alla mafia

I ragazzi del Niccolini hanno trascorso una settimana nei luoghi e nelle terre confiscati e ora gestiti da cooperative sociali e da associazioni



VOLTERRA — Alcuni studenti dell’Istituto Niccolini di Volterra sono stati nelle scorse settimane a Corleone, in Sicilia. Ma non si è trattato di una vera e propria gita scolastica, ma di una esperienza importante per approfondire i temi della legalità.

Si è trattato infatti di progetto, organizzato dall’Itcg e Arci Libera, al quale hanno partecipato sei ragazzi della penultima classe del corso per geometri (Irene Battaglini, Giulio Castagnini, Lorenzo Fabbri, Armand Lala, Riccardo Mori, Riccardo Simoncini) e due della  quinta commerciale (Sonia Bertagni e Rossella Sauro). Gli studenti, accompagnati dal prof Alessandro Togoli e dal prof Maurizio Righi, coadiuvati da Elisa Basilei di Arci Libera, hanno trascorso una settimana nei luoghi e sulle terre confiscati alla mafia e gestiti da cooperative sociali e da associazioni.

A Corleone  hanno alloggiato in uno dei tanti edifici che un tempo appartenevano ad una delle famiglie associate alla mafia. Hanno collaborato e  vissuto esperienze comuni anche con alcuni richiedenti asilo del Gambia e del Kashmir, anche loro ospiti della casa requisita alla mafia, dove ragazzi e professori hanno collaborato alle attività agricole, ma anche partecipato ad iniziative sull’impegno di antimafia sociale.
A Canicattì in una delle numerose vigne del territorio si sono cimentati nella raccolta dell’uva. Poi dal centro antimafia di Corleone, sono andati a Partinico, dove Pino Maniaci su Telejato conduce uno storico telegiornale che denuncia la corruzione e gli episodi mafiosi in Sicilia, dove gli studenti sono andati anche in onda.
E ancora il viaggio è proseguito a Cinisi, alla Casa Museo di Peppino Impastato, a Portella della Ginestra dove hanno incontrato alcuni superstiti della strage compiuta nel 1947 dal Bandito Salvatore Giuliano. Fra le ultime tappe di questa importante esperienza, la tomba di Placido Rizzotto, sindacalista della città siciliana, ammazzato nel 1948, sepolto a  Corleone dove riposa anche Bernardino Verro, sindaco ucciso dalla mafia nel 1915.

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