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Cronaca sabato 14 giugno 2014 ore 17:45

Eccidio Niccioleta dopo 70anni ricordo ancora vivo

Le figlie dei caduti hanno sistemato i fiori sul luogo dove furono uccisi i minatori; i sindaci di Pomarance, Monterotondo Marittimo, Massa Marittima e l'assessore Baruffa di Volterra hanno ricordato quel tragico giorno del 1944



CASTELNUOVO VAL DI CECINA — Una cerimonia sentita e molto partecipata in occasione del 70esimo anniversario quella che si è svolta questa mattina, 14 giugno, a Castelnuovo Val di Cecina presso i monumenti del Villino per ricordare l'eccidio della Niccioleta. 

Presenti alla commemorazione il sindaco di Castelnuovo Val di Cecina Alberto Ferrini, quello di Pomarance Loris Martignoni, quello di Massa Marittima Marcello Giuntini e quello di Monterotondo Marittimo Giacomo Termine, oltre all'assessore Baruffa di Volterra. Tanta partecipazione da parte delle istituzioni,ma anche una folta rappresentanza della società civile: c'erano, oltre all'ANPI, l'Associazione Combattenti e Reduci, le Acli, il Partito Democratico, Rifondazione comunista, il tavolo della Pace,  don Ronaldo di Larderello, le famiglie dei caduti, tanti cittadini. La Filarmonica Puccini di Pomarance ha eseguito gli inni ed i brani della Resistenza, tra cui la celebre Bella Ciao.

Il sindaco Ferrini ha ricordato i valori della Resistenza, la grande tragedia della guerra, ma in particolare il sacrificio di questi minatori, dei civili caduti come molti altri in quei giorni, che persero la vita a Castelnuovo per salvare il loro posto di lavoro e presidiare la miniera. Da questi valori e da quei sacrifici è nata la nostra Costituzione, la Repubblica, l'Italia.
Ferrini ha annunciato che a Castelnuovo durante l'anno si svolgeranno iniziative ed attività per celebrare il 70esimo anniversario della Liberazione ed in particolare questo eccidio.
Anche il sindaco di Massa Marittima Marcello Giuntini ha ricordato i valori della Resistenza e i numerosi sacrifici di civili, cittadini comuni che persero la vita come i minatori; ha poi annunciato che nel pomeriggio a Massa e a Niccioleta si sarebbero svolte cerimonie di ricordo anche alla presenza del ministro Giuliano Poletti

Le figlie dei caduti hanno sistemato i fiori sul luogo dove furono uccisi i minatori e proprio il ruolo delle donne nella Resistenza è un ricordo particolarmente importante, da sottolineare in questo 70esimo anniversario della Liberazione. Le donne di Castelnuovo Val di Cecina, dopo la strage dei minatori, si presero cura di trasportare i corpi sotto il loggiato del cimitero e di ricomporli pietosamente affinché i parenti potessero riconoscerli. Un compito che fu svolto solo dalle donne perché gli uomini erano in guerra o alla macchia. Queste donne furono proposte per la medaglia d'oro al valore, ma fino ad oggi non è stata conferita.
Un ruolo, quello delle donne, che spesso è stato sottovalutato anche da un punto di vista storico: le donne nella Resistenza furono circa 70mila, di cui molte purtroppo hanno perso la vita. Non ci sono da ricordare solo coloro che erano iscritte alle brigate combattenti e che avevano un ruolo attivo, ma anche tutte quelle che ogni giorno, nel'anonimato, facevano la spola tra le loro case ed i reparti partigiani, rifornivano cibo, riportavano informazioni e aiutavano ad impartire ordini. Queste donne che quando tornavano nelle loro case, con i loro figli, dovevano sopportare anche le angherie, i sospetti, i soprusi dell'esercito occupante, costrette a fare buon viso a cattiva sorte, in condizioni di estrema difficoltà, patendo una sofferenza forse maggiore di quella degli uomini che combattevano faccia a faccia col nemico.
Come accade a Castelnuovo, durante la Resistenza ci furono oltre 400 stragi di civili, dove con strage si definisce una uccisione con un numero di morti superiore a 8. Sono quindi più di 10mila i cittadini uccisi, un sacrificio importante, dovuto soprattutto alla crudeltà delle SS e della Wehrmacht. Tanti morti che ancora oggi abbiamo il dovere di non dimenticare.



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