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Attualità venerdì 25 luglio 2014 ore 10:05

Fervono i preparativi per la festa del Chiarugi

Oltre 40 gruppi musicali coinvolti nell'evento pensato per ricordare l'ex padiglione psichiatrico divenuto uno spazio creativo



VOLTERRA — In tanti hanno risposto all'appello dell'associazione Libera Espressione Creativa per organizzare una festa dedicata al Chiarugi, l'ex padiglione dell'ospedale psichiatrico di Volterra che per molti anni, una volta chiuso il manicomio, ha ospitato gruppi musicali ed attività giovanili. La prima riunione organizzativa si è svolta il 18 luglio ed è stata già fissata la data: il Chiaruigi Redemption Party si farà il 20 settembre. Ovviamente, visto che la struttura era stata chiusa perchè non sicura, la festa si svolgerà all'esterno.
Potrebbero essere oltre 40 i gruppi musicali coinvolti, che alle 'stanze' avevano la sala prove, oltre ad altri interventi artistici, esposizioni, videoproiezioni e videomapping sull'edificio. L'amministrazione comunale supporterà l'organizzazione e si sta lavorando per coinvolgere tutte le persone che vivevano e si esprimevano all'interno del Chiarugi. Presto saranno online ed in giro per Volterra dei moduli di iscrizione che i partecipanti dovranno compilare per facilitare l'organizzazione delle esibizioni.
L'evento sarà documentato con audio, foto e video ed il risultato sarà un dvd che conterrà anche un libretto con immagini e cenni storici.
La finalità dell'evento, come precisano gli organizzatori, non è quella di lucrare né di guadagnare e quindi sarà tutto gratuito. Per il cibo e le bevande sarà corrisposta un'offerta che servirà a ripagare parte della produzione dell'evento e la realizzazione del dvd. 

La festa del Chiarugi, come spiega l'associazione Lec, "nasce senza fini commerciali, politici, economici, turistici, promozionali, senza interessi personali o dimostrativi, ma solo per la gioia di vivere, come una volta, giorni di serena condivisione espressiva e non". Non vuole essere un revival nostalgico dei tempi andati, ma un motore creativo, uno stimolo per guardare al futuro con speranza. Soprattutto una grande esperienza collettiva e creativa, proprio come quella convivenza dentro il padiglione, dove la condivisione di uno spazio permetteva di aprirsi, di conoscersi, di esprimersi.

Alessandra Siotto
© Riproduzione riservata



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