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domenica 24 febbraio 2019

Politica mercoledì 30 gennaio 2019 ore 11:11

In consiglio regionale la legge sulla geotermia

Ieri un lungo dibattito in aula. Per stamani sono previste la presentazione degli emendamenti e la votazione finale sul testo di legge



FIRENZE — Il consiglio regionale discute la proposta di legge per dare una nuova regolamentazione alla geotermia. Ieri, in aula, gli interventi di Tommaso Fattori (Sì-Toscana a sinistra), Monica Pecori (gruppo misto-Toscana per tutti), Simone Bezzini (Pd), Andrea Pieroni (Pd), Antonio Mazzeo (Pd), Alessandra Nardini (Pd) e Leonardo Marras (Pd).

“Non ci convince assolutamente la proposta di legge del Partito democratico, che sembra scritta da Enel”. Così ha esordito Tommaso Fattori (Sì-Toscana a sinistra), dando il “la” al dibattito odierno sulla geotermia a palazzo del Pegaso. Secondo il consigliere era “più razionale fare prima il Piano ambientale energetico regionale (Paer) e poi la legge sulla geotermia, guardando al fabbisogno del territorio”. Così non è stato e dal testo proposto in Aula “è scomparsa la tabella del decreto della Giunta regionale del 2010, relativa ai limiti delle sostanze inquinanti per i nuovi impianti, così come il riferimento al quadro emissivo attuale”. Inoltre, secondo il consigliere “le modifiche fatte in commissione consiliare non hanno prodotto particolari avanzamenti”. “Monitoraggi e controlli dovevano essere aumentati – ha concluso – perché l’energia geotermica non è sempre pulita”.

“Confermo ancora una volta la convinzione che la geotermia non è fonte energetica rinnovabile e nemmeno sostenibile”. Parola di Monica Pecori (gruppo misto-Toscana per tutti), secondo la quale “i 900 megawatt della geotermia in Toscana potrebbero essere sostituiti dal fotovoltaico e dall’eolico, e magari anche dalla filiera dell’idrogeno”.

La consigliera si è in particolare soffermata sul danno manifesto al territorio e alla salute dei cittadini, all’impatto sul paesaggio, al consumo di acqua, fino all’inquinamento acustico e al controllo di Arpat effettuato solo su un terzo delle centrali. “Sono molto scettica sull’utilizzo di questa forma energetica – ha concluso – ma poiché penso che la legge sarà approvata, ho presentato alcuni emendamenti che illustrerò in seguito”.

A Simone Bezzini (Pd) non è piaciuta la discussione che si sta sviluppando in Aula, “figlia di un approccio propagandistico, che ci porta a sfuggire da un punto fondamentale”. “Questa legge fa fare un passo avanti nella ricerca dell’equilibrio tra l’attività geotermica e la sostenibilità ambientale; non è serio mettere una specie di cortina fumogena attorno alla norma per sfuggire da questo tema”, ha sottolineato. “Il riformismo di governo ci spinge a una sintesi sempre più avanzata, tra l’interesse locale da un lato e quello regionale e nazionale dall’altro e la liberalizzazione introdotta nel 2010 dal Governo è stato un errore – ha affermato il consigliere –, ma con questa legge rafforziamo i controlli e rendiamo più incisivi gli strumenti di verifica, richiamiamo l’obbligo di coerenza con il Piano di indirizzo territoriale (Pit), rafforziamo il confronto con i territori”.

Di “momento atteso e qualificante”, di passaggio di “grande valore politico” ha parlato Andrea Pieroni (Pd): “Questa legge è frutto di un lavoro qualificato e certosino, che offre un quadro certo di garanzie a tutti i soggetti che ruotano attorno alla geotermia, andando oltre i principi e gli indirizzi, per confutare ogni atteggiamento di scetticismo o di dubbio”. La legge secondo Pieroni è “il risultato di un lavoro che denota responsabilità e competenza”, ha affermato, ringraziando tutti per l’impegno, dai colleghi consiglieri ai portatori di interesse, nei diversi ruoli, in un percorso di ascolto e di confronto. Da qui l’invito a “provare ad assumere la geotermia come denominatore comune di tutte le aree della nostra regione: spaziando dalla ricerca all’innovazione, fino ad arrivare all’indotto”. “Con questa legge la Toscana fa la sua parte e spero – ha concluso il consigliere – possa insegnare qualcosa all’attuale Governo”.

“Avevamo la responsabilità di dare regole chiare e certe in un settore strategico per lo sviluppo della Toscana, potevamo e dovevamo farlo anche prima. Tanti cittadini, quelli che sono scesi in piazza a Pomarance, così come sul monte Amiata, ci hanno chiesto con forza di tenere insieme lo sviluppo con il rispetto e la qualità dell’ambiente. Oggi possiamo festeggiare”, ha detto il consigliere Antonio Mazzeo. Il presidente della commissione istituzionale per la ripresa economico-sociale della Toscana costiera ha ricordato come fosse stata inserita, “tra gli obiettivi della commissione, la priorità di dare regole certe e chiare per la geotermia”. Mazzeo ha ringraziato la commissione Ambiente, presieduta da Stefano Baccelli (Pd), “per il lavoro approfondito, fatto di confronto e partecipazione, che ha prodotto un nuovo modello partecipativo e ci ha portato a una legge che può essere d’esempio”. Quello dell’approvazione della nuovo provvedimento “è il primo passo”, ha aggiunto Mazzeo. “La Giunta regionale dovrà perseguire velocemente la necessità di chiudere il protocollo con il principale soggetto che attualmente opera nella geotermia tradizionale per dare la possibilità a quei territori di riprendere fiato . Quei territori aspettavano la risposta che oggi stiamo dando. Ora manca un altro pezzo di risposta: tentiamo di recuperare a uno scivolone che è stato commesso, di rimettere in piedi gli incentivi perché quei territori tornino ad avere prospettive e opportunità”.

Alessandra Nardini (Pd) ha salutato la nuova legge come “un intervento atteso da tempo. La Regione conferma di voler fare sul serio a difesa e sostegno di una produzione energetica ecocompatibile, economicamente strategica per la nostra regione”. Il provvedimento “nasce dal confronto con le amministrazioni locali, il mondo del sindacato, le imprese, i lavoratori” e dimostra “che si può e si deve coniugare sviluppo, occupazione e rispetto del territorio, con l’utilizzo delle migliori tecnologie oggi a disposizione”. La consigliera ha concluso il proprio intervento rivolgendo un appello “alle forze politiche che attualmente governano il paese”, affinché “venga finalmente corretta quella scelta scellerata che ha tolto gli incentivi alla geotermia dal decreto sulle energie rinnovabili. Ce lo chiedono i cittadini toscani”.

Il capogruppo del Partito democratico, Leonardo Marras, ha chiuso il dibattito in Aula, concentrando l’attenzione “sul punto di vista che serve: perché la nostra Regione ha bisogno, nel 2019, di una legge sulla geotermia e come rendere la geotermia una grande risorsa per il territorio. La Toscana ha una vocazione geotermica, non si può non tenerne conto a livello nazionale”, ha spiegato Marras. “La risorsa risiede in aree marginali, nelle quali questa energia ha segnato in alcuni casi la storia economica stessa e l’identità di quei territori, ma sviluppa oggi dati socio economici che non possono essere considerati sufficienti”. Servono, dunque, “più qualità ambientale rispetto allo sfruttamento industriale, che oggi le tecnologie consentono, più lavoro e più qualità del lavoro”.

Questi gli obiettivi raggiunti dalla nuova legge, che secondo Marras “compie un significativo passo in avanti e contribuisce a far progredire il dibattito nazionale, raggiungendo punti più avanzati in termini di attività collaterali e controlli. Perché chi decide di sfruttare la geotermia in Toscana – ha spiegato – non può essere il nemico, non si può sentire semplicemente ospite e nemmeno il padrone al quale si va a chiedere l’elemosina. Deve sentirsi il primo attore del destino socio-economico di quel territorio e come tale obbligatoriamente mettersi a disposizione per migliorarne le condizioni socio-economiche”.



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