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Cultura domenica 15 gennaio 2017 ore 13:00

Il Correggio di Volterra

La casa natale di Baldassarre Franceschini

Baldassarre Franceschini è stato uno dei principali pittori italiani del XVII secolo e uno di massimi rappresentanti del Barocco toscano



VOLTERRA — Una via a lui dedicata nel centro della città etrusca. In quella che allora era via Campanile nacque, infatti, nel 1611, Baldassarre Franceschini, conosciuto come il Volterrano. Qui iniziò il suo percorso artistico grazie alla guida del padre Gaspare che era scultore. Divenuto apprendista di Cosimo Daddi, si trasferì per un breve periodo a Firenze, lavorando a fianco di Matteo Rosselli. E fu proprio nel capoluogo toscano che iniziò le collaborazioni con le famiglie nobiliari più potenti e più sensibili al mecenatismo.

Contatti che gli permisero di viaggiare, a spese di Lorenzo de’ Medici e del marchese Niccolini, per acquisire nuove tecniche pittoriche. Soggiornò a Bologna, Ferrara, Mantova, Modena, Novellara, Venezia, Parma, Sassuolo e Roma. Esperienze che condizionarono il suo stile che, da preciso e minuzioso si arricchì di colori più accesi e forme più morbide e complesse. Subì, infatti, le influenze di Paolo Veronese, di Pietro da Cortona e, in particolare di Correggio, riuscendo a unire la tradizione toscana alle forme più libere e innovative dell’arte. La varietà della sua produzione artistica riflette una versatilità e un tratto che nascevano dall’osservazione del passato e dell’attività a lui contemporanea.

Tra le sue opere, infatti, compaiono soggetti sacri, raffigurazioni allegoriche e mitologiche, ritratti, tele e affreschi nei palazzi della nobiltà fiorentina, come quelli della Gherardesca, di Valfonda, Niccolini, di San Clemente, Taddei e nelle ville medicee di Castello, della Petraia e del Poggio Imperiale. I suoi lavori sono presenti anche in Inghilterra e in Francia. A Volterra realizzò, invece, la Purificazione nella chiesa di Sant'Agostino, il Sogno di Elia nell'abbazia di San Giusto e la vergine Assunta che adesso è collocata nell'oratorio di Sant'Antonio Abate alla Ripa.

Morì a Firenze il 7 gennaio del 1690.

Viola Luti
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