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Cronaca martedì 03 giugno 2014 ore 09:40

Una manifestazione contro la geotermia a Larderello

Appuntamento il 7 giugno con la protesta indetta da Medicina Democratica Livorno e dal comitato Beni Comuni Valdicecina



POMARANCE — Sul sito di Medicina Democratica Livorno si legge "l'appello a manifestare a Larderello contro la geotermia inquinante". Gli organizzatori danno appuntamento sabato 7 giugno alle ore 16 nei pressi del Museo della geotermia.
Tra i promotori figurano: Comitato difensori della Toscana, Comitato Beni comuni Val di Cecina, Medicina democratica. Angelo Baracca, docente all’Università di Firenze.

"Per il secondo anno consecutivo .- scrivono - indiciamo questo appuntamento a Larderello, la patria della geotermia tradizionale ed inquinante, per manifestare il nostro profondo dissenso di fronte a questo sfruttamento del territorio, del suo sottosuolo e soprattutto della salute della popolazione locale e circostante".

Secondo gli organizzatori "gli inquinanti emessi dalla geotermia sono noti e numerosi: arsenico, mercurio, radon, cromo, acido solfidrico, acido borico ecc. emessi a migliaia di tonnellate nonostante gli abbattitori istallati negli ultimi anni da Enel".
Inoltre affermano che "i consumi d’acqua di Enel non sono dichiarati né misurati da alcun ente pubblico, ma sappiamo che sono ingenti (milioni di metri cubi); altrettanto e forse più ingenti sono i dissesti sotterranei creati nelle reti idriche sotterranee, con le subsidenze e l’interferenza tra falda idrica superficiale e falda geotermica profonda".

"Sappiamo altresì - si legge ancora - che la risorsa geotermica, super sfruttata nell’ultimo mezzo secolo, si sta depotenziando nell’ultimo ventennio, ed occorrono sempre nuove perforazioni per mantenere la stessa potenza istallata in superficie".

"Negli ultimi tre anni - scrivono - la Regione Toscana ha rilasciato circa 50 nuovi permessi di ricerca, prima dell’approvazione del Piano energetico toscano, che moltiplicano per almeno 8 volte il territorio toscano soggetto alla geotermia, coinvolgendo anche aree pregiatissime come Volterra, la Val d’Elsa, San Gimignano, Montalcino, Scansano, Pitigliano, l’Amiata ed altre. Se tutti i soggetti ai quali sono stati assentiti i permessi di ricerca trovassero risorsa sfruttabile, la potenza elettrica istallata in superficie potrebbe arrivare ad oltre 20 volte la potenza prevista nel PAER dalla geotermia". Secondo i promotori "questo sfruttamento selvaggio non ha nessuna attinenza con i bisogni elettrici toscani, ed ancor meno con i bisogni della popolazione, che anzi vede decadere ancora di più il proprio livello di salute, il valore della propria attività lavorativa, il patrimonio immobiliare e architettonico".
Per gli organizzatori della manifestazione "il Piano regionale è un piano funzionale soltanto agli interessi delle multinazionali beneficiarie delle concessioni, tra cui rientra ampiamente anche Enel GP, e non porterà benefici a lunga scadenza alle popolazioni".
"L’ultimo motivo, ma non per importanza, del nostro dissenso - concludono - è la sismicità indotta dalla geotermia: alle migliaia di terremoti già registrati, si aggiunge quello del 6/7 maggio scorso, avvenuto vicino a pozzi geotermici tra Larderello e Castelnuovo Val di Cecina".
Fonte: Medicina Democratica Livorno



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