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domenica 08 dicembre 2019

Politica martedì 17 novembre 2015 ore 08:00

Gare e teleriscaldamento, tuona l'opposizione

La Srl Monteverdi Energia di proprietà del Comune si fonderebbe con la Ges di Pomarance, che gestisce lì il teleriscaldamento



MONTEVERDI MARITTIMO — Alessio Anselmi esponente della minoranza “Popolo Libero” di Monteverdi Marittimo interviene su due recenti delibere, approvate dalla maggioranza in Consiglio comunale: l’adesione dell’ente locale alla centrale unica di committenza creata dalla provincia di Pisa e l’avvio della fusione di Monteverdi Energia, la Srl di proprietà del Comune monteverdino, che ha realizzato il teleriscaldamento, con la Ges di Pomarance, che gestisce il teleriscaldamento per quel Comune.

Scrive il consigliere Anselmi a proposito della centrale unica di committenza: “Ritengo che tale scelta parola sia davvero anacronistica e dannosa per la gente di Monteverdi, in quanto in futuro per ogni necessità di beni e servizi il comune dovrà rivolgersi a Pisa". "E poi c’è da chiedersi - aggiunge - perché mentre è in atto la chiusura delle province, si istituisce proprio in provincia un centro unico di spesa, con aggravio di costi per personale e utility?". E ancora: "A cosa serve l’Unione dei Comuni se non è in grado di attivarsi per esperire gare?". È solo un 'poltronificio per politici locali?"
"Le nostre professionalità comunali che sino ad oggi hanno effettuato gare ed appalti non sono in grado di farlo anche in futuro? Così operando si perdono professionalità e si mortifica il personale - prosegue Anselmi - Forse la nostra amministrazione comunale anziché riflettere su detta scelta, ha semplicemente obbedito ad una risoluzione politica della sinistra pisana?”

Per quanto riguarda la fusione con Ges, per Anselmi si tratta di un “incorporamento tout- court” e di “una scelta che personalmente mi lascia perplesso in quanto la trattativa messa in atto dal sindaco non ricalca i canoni previsti e cioè i passaggi in commissione lavori pubblici e commissione bilancio, ma ha delegato il ruolo ad un gruppo di lavoro ad hoc". "Quasi si trattasse - aggiunge - dell’organizzazione di una sagra paesana, i miei dubbi riguardano soprattutto quelli che saranno i futuri costi di gestione e le bollette che dovranno pagare i nostri paesani”.

E conclude: “Purtroppo devo ancora da rilevare che mentre si sta praticamente chiudendo da parte del comune l'impresa-teleriscaldamento, a fronte dei benefici che di detto impianto godono coloro che vivono in paese, niente è stato concesso ai residenti in campagna”.



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