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domenica 08 dicembre 2019

Politica martedì 01 ottobre 2019 ore 11:23

"Il Gamberucci è il Gamberucci"

Linda Sozzi

Il pensionamento dello stimato chirurgo dà lo spunto a Linda Sozzi (Pd-Democrazia Civica) per una riflessione, raccontando una esperienza personale



POMARANCE — Prosegue in Alta Val di Cecina il dibattito sul futuro dell'ospedale Santa Maria Maddalena di Volterra, afflitto da una carenza cronica di personale medico e infermieristico. Il pensionamento del dottor Gamberucci offre a Linda Sozzi (Democrazia Civica) lo spunto per intervenire sul tema.

"Colgo l’occasione del pensionamento del Dott. Gamberucci per fare a lui i migliori auguri per questa nuova fase della sua vita, per ringraziarlo a nome di tutti i pazienti che lui ha aiutato con grande dedizione e per salutare forse l’ultimo “Uomo-Chirurgo” dell’Ospedale di Volterra. Voglio raccontare una mia storia personale relativa ad un mio familiare, per ringraziare il Dott. Gamberucci, il personale dell’Ospedale di Volterra e per tenere alta l’attenzione su un problema che riguarda tutta la comunità della Val di Cecina e probabilmente il distretto sanitario Azienda USL Toscana Nord Ovest.

Io sono una donna di sinistra, il mio gruppo è composto da persone di sinistra e per scelta responsabile (in questi tempi assai bui) i membri del Gruppo Consiliare Democrazia Civica del Comune di Pomarance sono tutti tesserati Pd, compresa la scrivente.

Questa deve essere la premessa, perché intendiamo mantenere fede agli impegni assunti in campagna elettorale, impegni che riguardano i Pomarancini, ma anche tutta la comunità dell’Alta Val di Cecina, perché crediamo fortemente nell’unione e nella coesione della collettività per difendere e valorizzare l’intero territorio, nessuno escluso.

Ma ecco la storia.

Io risiedo a Pisa da anni e proprio perché risiedo a Pisa e ho modo di frequentare le strutture sanitarie pisane per diversi motivi mi guardo bene da frequentarle come utente. Ogni visita specialistica, ogni intervento, ogni riferimento per la mia salute e quella dei miei familiari è (e vorrei restasse) Volterra.

A gennaio 2019 viene prescritta una gastroscopia a mio marito. Mi reco alla farmacia vicino a casa per prenotare tramite il centro di prenotazione unica ed espressamente richiedo Volterra. Il farmacista dispiaciuto mi dice “Volterra? Impossibile. Non c’è posto. Pontedera: agosto 2019. Va bene?”. Va bene per forza. Poi mi viene in mente che, spendendo un po’ di più, è possibile scegliere dove farsi l’esame e siccome il Gamberucci è il Gamberucci e Volterra è Volterra, prenoto l’esame in libera professione. Perfetto: 11 febbraio (appuntamento a 3 giorni dalla prenotazione) , pomeriggio,a Volterra, dal Gamberucci.

Tutto procede con la consueta efficienza e professionalità e umanità: a Volterra esiste ancora questo connubio. Tanto il personale è professionale, bravo, efficiente che a mio marito viene chiesto il perché sia venuto da Pisa in libera professione visto che “c’erano un sacco di posti liberi anche col tiket”.

Questa breve storia, personale, che ho vissuto e che intendo rendere pubblica ci comprova che il meccanismo è fallace e non ci sono “ordini di scuderia” che possano arrestare il buon senso ed il dovere della politica di occuparsi delle persone.

L’Ospedale di Volterra, per collocazione geografica, per tradizione, per il personale, per quelli che erano e che ancora ( pochi ) i suoi reparti è un’eccellenza. In attesa che si rimeditino le scelte fatte o che si vorrebbero fare, voglio ribadire con forza e con cognizione che il futuro della sanità toscana e la geografia sanitaria devono essere ripensati e a Volterra deve essere riconosciuto il primario ruolo che merita.

L’erogazione dei servizi domiciliari e/o diffusi, anche a salvaguardia degli anziani, non è e non può essere il surrogato dell’ospedale di Volterra: sono servizi diversi e non sovrapponibili. Noi auguriamo al Dott. Gamberucci di godere la meritata pensione, ma aspettiamo l’inserimento in struttura di chi possa degnamente sostituirlo e crediamo che Volterra meriti l’Ospedale e medici e personale. Il Professor Renato Bacci mi ha lasciato questa battaglia da combattere ed è una battaglia che combatto volentieri".



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